Cagliari, chi e con quale modulo contro il Torino?

Il match dell'Arena sarà decisivo per la stagione dei sardi: Di Francesco deve fare le decisioni giuste a iniziare dallo schieramento tattico, ma ci vorrà grande attenzione anche nella scelta dei titolari

pubblicato il 17/02/2021 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2021

È la settimana di Cagliari-Torino, match decisivo per la salvezza. Archiviata la cocente sconfitta per mano dell'Atalanta, i rossoblu venerdì andranno all'Arena per giocarsi un'importante fetta di stagione: i granata al momento sono sopra di due punti, batterli vorrebbe dire scrollarsi di dosso il terzultimo posto e vedere la luce in fondo al tunnel. Per cui non bisognerà sbagliare nulla, a iniziare dal modulo.

Una certezza, in questo mare di dubbi, il Cagliari ce l'ha: è la difesa a 3, la nuova variante di Di Francesco, che sembra aver accantonato la linea a quattro. Contro Lazio e Atalanta, due big, si è riusciti a prendere solo un gol, e per la media di reti subite dei sardi non è poco. Ma si è sofferto anche di meno, come testimonia la storia di entrambi i match. Per cui c'è da aspettarsi lo stesso schieramento delle ultime gare anche venerdì. Con Ceppitelli che lavora ancora a parte, il trio dei centrali dovrebbe continuare ad essere Walukiewicz-Godin-Rugani. Il Flaco contro l'Atalanta ha sfoggiato una grande prestazione, lo stesso il neo acquisto di proprietà della Juve, mentre il giovane polacco deve riscattarsi dall'errore nel finale su Muriel.

A centrocampo Nandez non può essere un'opzione, ma una solida realtà, così come Razvan Marin. Duncan potrebbe tornare utile a gara in corso oppure rientrare nell'undici titolare a seconda delle scelte di Di Francesco, ma è più probabile che il rumeno parta dal primo minuto. L'ex Fiorentina garantisce muscoli e fisicità, ma se si vuole imporre il proprio gioco forse andrebbe meglio uno come il numero 8, che sa far circolare meglio la palla. Un'incognita invece è legata al ruolo di terzino sinistro: le gerarchie dicono Lykogiannis al primo posto, nonostante il greco non abbia brillato nelle ultime uscite. Potrebbe essere la volta di Asamoah allora? Il ghanese arriva da oltre un anno di inattività, e per adesso non ha ancora messo minuti nelle gambe con il Cagliari. Difficile quindi un suo utilizzo dall'inizio, bisognerà aspettare ancora. Dall'altra parte Zappa invece sembra sicuro del posto, ma anche lui deve recuperare dalla disattenzione in concomitanza con Walukiewicz sul gol bergamasco.

Sulla trequarti non si discute: piena fiducia a Radja Nainggolan e a Joao Pedro. È a loro che si aggrappa la squadra e l'ambiente per risalire: sono i due giocatori più tecnici dell'organico, devono dare obbligatoriamente quel qualcosa in più per fare la differenza. In attacco invece c'è il rebus punta: Simeone fa un grande lavoro sporco e si sacrifica molto, ma i suoi gol mancano da ottobre. L'alternativa si chiama Leonardo Pavoletti, Di Francesco contro la Lazio l'ha fatto partire dal primo minuto, ma neanche lui ha potuto fare molto. Entrambi i centravanti non stanno vivendo un grande momento. Il Cholito offre più soluzioni ma il numero 30 può essere più pericoloso nelle gare bloccate, dove serve buttare il pallone in mezzo e pregare. Si vedrà a chi darà le chiavi il mister.

Quella contro il Torino rischia di essere l'ultima chiamata per la salvezza. Poi restano ancora 15 partite dove dare tutto, ma contro i granata sarà veramente lo spartiacque della stagione.