Con un Marin in più

Il Cagliari può ora contare sul centrocampista rumeno: tutti i motivi e i perché

pubblicato il 10/12/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2020

Finalmente è arrivato anche il primo gol di Razvan Marin con la maglia del Cagliari. Il pari contro il Verona porta la sua firma: inserimento alle spalle della punta, discesa con la palla incollata al piede e freddezza sotto porta. Una rete d'autore. E dire che il rumeno era partito col freno a mano tirato all'inizio della stagione, forse anche a casa del modulo, che allora era il 4-3-3 classico di Di Francesco, ma soprattutto perché il salto nel campionato italiano non è mai facile, specialmente se si arriva da un altro totalmente diverso come quello olandese.

Con il 4-2-3-1 è stato messo nelle condizioni di fare il play basso aiutato da Rog, che gli ha tolto un po' di compiti difensivi, lasciandolo liberare di ispirare. Nelle prime uscite è parso un po' timido, poi, piano piano, si è ritagliato il proprio spazio. Una crescita lenta ma costante, culminata con il primo gol in Serie A. Le qualità Marin le ha sempre avute, lo si sapeva, e i margini di miglioramento sono ampi, ma adesso è molto più nel vivo del gioco e della manovra rispetto alla fase iniziale.

Se l'Ajax aveva deciso di puntare su di lui per il dopo De Jong, non uno qualunque, un motivo ci sarà. L'ex Standard Liegi di fatto è una sorta di trequartista, all'occorrenza mezzala, ma adesso si sta abituando a un ruolo tutto nuovo, e lo sta facendo con buoni risultati. Fa parte del progetto giovani del Cagliari, essendo un classe '96, per cui bisogna anche saperlo aspettare.

Contro l'Hellas ha fatto sicuramente la sua gara migliore fino a questo punto: una prestazione completa, dove oltre il gol ha alternato giocate interessanti a momenti in cui si è messo a fare da diga in mezzo al campo, interpretando alla grande una gara fisica e sporca. Avrebbe potuto fare doppietta, ma ha preferito fare l'assist che tirare in porta, segno che alcuni aspetti sono ancora da limare, ma il talento c'è e si vede. Esce bene dalla pressione, pettina la palla come pochi sanno fare nel Cagliari, vede l'uomo tra le linee e adesso sta imparando anche la fase di non possesso, prima quasi inesistente nel suo repertorio.

Se è questo il vero Marin, lo si scoprirà veramente tra un po', ma la strada, ed è arrivata la conferma, è quella giusta.