Cagliari, cosa ti lascia (nel bene e nel male) la gara contro la Roma

L'analisi del match contro i giallorossi

pubblicato il 13/09/2020 in Approfondimenti da Mario Siddi
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Mario Siddi
2020

Come ogni amichevole pre-campionato che si rispetti, anche il test casalingo contro la squadra di Paulo Fonseca, è stato funzionale per capire (a grandi linee) lo stato di salute degli uomini di Di Francesco.

E ciò che si è visto in campo, almeno fino al pareggio della Roma, è stato un Cagliari dinamico e propositivo, alla continua ricerca del gioco a partire dalla linea dei difensori, salvo poi punire come nell'occasione del primo gol di Rog, dopo un contropiede ad aggredire lo spazio, lasciando i giallorossi impreparati.

Segnali che fanno certamente ben sperare, come anche il ritorno al gol su palla inattiva (il 2-0 di Walukiewic), la sicurezza di Cragno tra i pali, la dinamicità di un instancabile Nandez e la disponibilità di adattarsi a un ruolo non proprio suo di Joao Pedro.

Tra le note meno liete, così come evidenziato dallo stesso tecnico nel post partita, i cali di tensione e il rilassamento emotivo generale che (guarda caso) è coinciso con il pareggio dei giallorossi in una manciata di minuti. Un aspetto non da poco, vista la recente storia rossoblu, che pensando ad alcune gare della scorsa stagione, sarebbe il caso di migliorare.

Il resto della gara dopo il pareggio, è stato una girandola di sostituzioni da entrambe le parti, che più che prestarsi al commento tecnico in senso stretto, rende l'idea di come sia necessario dare un buon minutaggio alla maggior parte degli atleti prima dell'esordio in campionato, approfittando anche di pochi scampoli di gioco offerti dalle centellinate amichevoli in tempo di Covid.

Un bilancio generale positivo dunque, ma senza grossi clamori. Il lavoro da fare è ancora tanto e illudersi che alla prima giornata si avrà il miglior Cagliari di sempre, sarebbe, a prescindere dal risultato di Sassuolo, l'abbaglio più grande che si possa prendere in questa fase.

Lo stesso Di Francesco sa che la strada è ancora lunga e la serie A piena di insidie.

Non esistono gare facili o campi da prendere sottogamba. Aver evidenziato le sbavature mentali dei suoi a fine gara, rende merito all'uomo di campo che riconosce il valore di aspetti che (forse) ai più, possono sembrare marginali, ma che in campionato fanno la differenza. Eccome se la fanno.