Cagliari, tra certezze e speranze: il 18 si riparte

Cosa aspettarsi dalla nuova stagione rossoblù targata Giulini-Carta-Di Francesco? Nuove soddisfazioni o vecchie abitudini?

pubblicato il 10/08/2020 in Approfondimenti da La Redazione
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La Redazione
foto: Cagliari Calcio

Settembre si avvicina e con esso anche la ripresa delle attività del nostro campionato. Per i rossoblu si prospetta una stagione di cambiamenti: dalla guida tecnica - passata dalle mani di Maran prima, e di Zenga poi, a quelle di Di Francesco - al modo di giocare che sarà certamente più offensivo e divertente. Infine anche la rosa probabilmente subirà qualche mutamento in virtù del nuovo credo tecnico e delle rinnovate ambizioni societarie. 

Cambiamenti che non arrivano a caso: l’intento di Giulini, dopo un Centenario negativo, è riportare entusiasmo nella piazza sarda, depressa dall’esito finale del campionato nonostante una partenza esaltante. Per farlo ha deciso di affidarsi ad uno degli allenatori maggiormente spettacolari degli ultimi anni, come dimostrato agevolmente prima a Sassuolo e poi a Roma. L’obbiettivo dello staff è creare una squadra di cui i tifosi non debbano vergognarsi in nessuna situazione: un gruppo che se la giochi su ogni campo e contro ogni avversario, a prescindere dall’importanza dello stesso.

Nessun proclamo, nessuna promessa: solo impegno e coraggio, ripartendo da quello che di buono già c’è. Come il centrocampo ad esempio, uno dei migliori che si siano mai visti a Cagliari. Qualità e quantità al servizio della squadra, oltre che qualche gol anche di pregevole fattura. Confermarlo in blocco, o almeno le pedine più importanti, non sarà facile però sarebbe una premessa fondamentale per partire col piede giusto. Anche l’attacco, nelle figure soprattutto di Joao Pedro e Simeone, ha fatto il proprio dovere e merita il giusto riconoscimento. In difesa invece ci sarà da ritoccare qualcosa per evitare di fare brutte figure come quelle raccolte nella seconda parte della stranissima annata appena conclusa. 

Ora 39 giorni per ripartire, cominciando ovviamente sempre da un presupposto: la Serie A è un bene vitale per la città di Cagliari e come tale va preservata ad ogni costo. Questo però non significa necessariamente soffrire. Realtà come il Verona insegnano, basta poco per uscire dal campo sotto una cascata scrosciante di applausi: impegno costante, maglia sudata e qualche soddisfazione, i tifosi non chiedono altro