Dall'inizio alla fine

Cosa ha detto la gara contro la Spal

pubblicato il 24/06/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2020

Per lo spettacolo rivolgersi altrove, ma questa volta può anche passare in secondo piano. Perché quello che conta è il fatto di aver ritrovato i tre punti e il sorriso dopo sei mesi di astinenza (colpa anche del Covid). Zenga questa volta ha poco o nulla da rimproverare ai suoi, che hanno reagito alla sconfitta col Verona meritandosi la vittoria sul campo della Spal all'ultimo minuto, grazie alla rete del Cholito Simeone, in gol per la seconda gara di fila.

Il Cagliari stavolta è sceso in campo con l'approccio giusto, consapevole di avere un Joao Pedro in più, ma anche un Cigarini in meno. La vittoria è stata di squadra, i singoli si sono oscurati e il collettivo ha avuto la meglio. Ognuno ha fatto la propria parte.

Partendo da Olsen, che ancora una volta risponde presente all'appello. Non viene praticamente mai messo in condizione di parare se non per qualche tiro telefonato, ma quando nel finale Cerri anticipa tutti lo svedese risponde in stile portiere da pallanuoto, e salva con la faccia il risultato.

La retroguardia è parsa abbastanza sicura, sebbene la Spal non sia stata irresistibile lì davanti. Il trio Walukiewicz-Pisacane-Klavan ha retto senza troppi scricchiolii, salvo nell'unica occasione della Spal, dove è mancata reattività. Anche Cacciatore ha fatto il suo, ma senza strafare.

Il centrocampo è stata la chiave della partita: Nandez ha corso per quattro, prendendosi tutte le botte possibili e dimostrando un attaccamento alla maglia ammirabile. Rog non ha fatto il Rog, ma è stato preziosissimo in fase di interdizione e dal suo destro è scaturito il gol. Ionita sottotono. Sulle fasce si è visto finalmente il vero Mattiello: tanta spinta, belle verticalizzazioni, grande cuore. Pellegrini invece ha cercato di sfondare ma senza molto successo. Birsa impalpabile, poteva essere la sua occasione. Lykogiannis quasi non pervenuto, ma gli si chiedeva il compitino.

La nota migliore è stata Ragatzu: entrato a 20' dalla fine, ha dato la scossa e la freschezza giusta, rivelandosi forse più di una semplice opzione a gara in corso.

Davanti Joao Pedro e Simeone hanno fatto il bello e il cattivo tempo: deludenti fino al 93', dove poi il brasiliano ha confezionato l'assist e il Cholito ha deviato di testa.

Menzione speciale per Carboni, all'esordio assoluto in Serie A. Se lo merita, dopo la grande stagione con la Primavera.

Non è stato un bel Cagliari, anzi, non c'è molto da dire sul gioco, è ancora presto per vedere attecchire le idee di Zenga e forse bisognerà aspettare la prossima stagione, perché i ritmi potrebbero essere questi per il resto del campionato.

L'Uomo Ragno ha avuto ragione con Olsen, e i cambi sono stati azzeccati. Le motivazioni per fare bene ci sono, la volontà di restare nella parte sinistra della classifica, come dichiarato nel post partita, pure. Ora non resta che giocarsela tutte d'un fiato a iniziare dal Torino, per quella che sarà la prima di Zenga alla Sardegna Arena, anche se priva del suo pubblico.

Archiviati i sogni europei, ora bisogna guardare alla salvezza, a cui manca sempre meno.