Caos calcio, Serie A terminata?

Tutto dipende dal virus: i possibili scenari

pubblicato il 26/03/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2020

La Serie A è a un bivio: continuare (quando si potrà) o annullare tutto. Nel mezzo, diverse opzioni. L'emergenza Coronavirus non ha fatto sconti, ha colpito tutti i settori incluso il calcio. Ora, la FIGC è chiamata, insieme alla Lega, a prendere una decisione entro la prossima settimana, difficilmente infatti il verdetto finale può essere rimandato. Finché la situazione resterà quella attuale, si potranno solo fare previsioni.

Innanzitutto, l'ipotesi più estrema, ovvero quella dell'annullamento del campionato, pare ancora lontana. Resta però da capire come fare se si dovesse riprendere chissà quando. Sicuramente si finirà a giugno inoltrato, se non a luglio.

Giocare ogni tre giorni per accelerare? Forse, ma il calcio è uno sport di recupero, non è L'NBA, dove si gioca più volte in una settimana, per cui il calendario potrebbe essere comunque quello classico. Bisogna tenere conto poi anche della prossima stagione, perché in teoria agosto è il mese designato per il suo inizio. Ma se si finisce di giocare a luglio, o ancor peggio, a inizio agosto, il nuovo campionato dovrà necessariamente slittare, almeno un mese e mezzo di recupero va dato.

La sensazione è che, sempre che le condizioni lo permettano, si cercherà di far proseguire la Serie A, in un modo o nell'altro. Ci sono troppi interessi in ballo, economici e non, e in alto c'è una lotta a tre troppo promettente in termini di diritti tv per lasciarsela scappare.

L'ipotesi play off play out non sembra aver attecchito tra gli organi competenti, sebbene stuzzichi al pensiero. Ma non sarebbe giusto nei confronti del percorso dei club, rischierebbe di penalizzare una stagione.

Resta comunque in piedi l'ipotesi annullamento. Scudetto d'ufficio? Ci sarebbe una rivolta se lo dessero alla Juventus, meglio allora non assegnarlo e portare in Europa le attuali sette classificate e fare una Serie A a 22 squadre per la prossima stagione. Sarà impegnativo, ma può essere la soluzione più logica.