Cagliari, doppio trequartista: pro e contro

Cambiare modulo o rimanere sul Ninja da solo?

pubblicato il 16/01/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2019

Nella debacle di San Siro, causa il turnover obbligato, il Cagliari è sceso sul manto erboso del Meazza con un nuovo modulo, il 4-3-2-1, adottatato da uno che da quelle parti (sponda rossonera) ha fatto la storia: Carletto Ancelotti. L'albero di Natale maraniano non ha dato i frutti sperati ma, nonostante il severo passivo (4-1), l'idea del doppio trequartista non è da buttare via. Analizziamo quali potrebbero essere i pro e contro di questa scelta tattica:

Pro 

Con due uomini a giostrare dietro la punta si avrebbero più soluzioni, prima di tutto attraverso la ricerca della profondità e una filosofia votata a una spietata verticalizzazione, anziché per una manovra fatti di passaggi orizzontali, come si è notato ultimamente, che ha reso il gioco poco fluido e stagnante.

Inoltre, ne potrebbe giovare in primis Nainggolan, che già ai tempi della Roma era abituato ad avere un uomo con cui dialogare tra le linee, ed esenterebbe il numero 4 da qualche compito difensivo, per sfruttare appieno le sue doti da centrocampista offensivo.

A seconda di chi affiancherà il Ninja si avrà un risultato diverso. Perché Castro, che ha fatto coppia con lui contro l'Inter, è portato ad appoggiarsi al compagno più vicino quando riceve palla, a volte lasciando proprio scorrere la sfera con un velo per favorire il collega alle sue spalle. Joao Pedro invece, fa più possesso rispetto al Pata, gli piace girarsi e magari cercare lui stesso la porta o premiare il movimento della punta a tagliare alle spalle dei difensori. JP10 poi è più attaccante di Castro, e l'intesa con Simeone è molto buona, anche se di fatto i due giocano sempre sfasati, con il Cholito che scappa in profondità mentre il brasiliano viene incontro a ricevere, per cui una sorta di 4-3-2-1 lo si ha già.

Con due giocatori ad aiutare il centravanti, crescerebbe la media realizzativa della squadra, calata vertiginosamente nelle ultime 6 partite, e Simeone potrebbe fare quei gol che ancora gli mancano per tornare ai livelli del primo anno alla Viola.

Contro

Come potrebbe essere un aiuto a Nainggolan, a volte troppo isolato, potrebbe creare qualche problema in avanti, con il rischio che i due playmaker avanzati si pestino i piedi.

Questa scelta tattica poi andrebbe a toccare il ruolo di Cigarini, il cervello della squadra, che smista e detta i tempi di gioco, e se ci fossero due trequartisti davanti a lui, il pallone passerebbe direttamente a loro dai difensori senza il suo prezioso filtro.

I terzini e la manovra sulle fasce in generale ne potrebbe risentire, perché anche se non c'è Pavoletti il Cagliari è comunque una delle squadre che crossano di più in tutta la Serie A, e un tipo di costruzione per vie centrali potrebbe indebolire quest'arma rivelatasi efficace in molte occasioni.

Staremo a vedere se si tratta di una moda passeggera o di un cambio modulo vero e proprio. Una voce importante in tutto questo l'avrà anche il mercato di gennaio, perché se dovesse arrivare un attaccante, a seconda delle sue caratteristiche, si potrebbe decidere se ripescare il 4-3-2-1 o se lasicarlo nel cassetto per sempre.