Cagliari, ecco tutto ciò che serve per risollevarti

6 punti chiave da cui ripartire

pubblicato il 17/01/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2019

Ora è ufficiale: crisi. 5 sconfitte consecutive non possono essere un semplice periodo no, ma un evidente spartiacque del percorso dei rossoblù, proprio nel momento clou della stagione.

Per uscire da queste sabbie mobili, se non si vuole restare impantanati ancora per molto, bisogna ricorrere ai ripari.

Mercato Siamo a gennaio e il Cagliari dovrà necessariamente comprare, oltre che vendere. Serve assolutamente un centrale di spessore, perché dietro la coperta è cortissima: con Ceppitelli out da novembre il reparto rossoblù ha perso molto (lo dimostrano i 16 gol presi nelle ultime 6), Klavan e Pisacane hanno dato evidenti segni di stanchezza e Walukiewicz non è ancora pronto. Stesso discorso per l'attacco: Joao Pedro e Simeone hanno giocato tutte le partite, Cerri e Ragatzu fanno il loro ma non sono due ricambi di prima qualità, quando invece ai sardi occorre uno che faccia rifiatare a turno il Cholito e JP10. Vedremo come si muoverà la dirigenza, ora che mancano poco più di due settimane alla chiusura del calciomercato.

Dimenticare Lazio - È inutile nasconderlo, il Cagliari non si è ancora lasciato alle spalle il ko contro la banda di Inzaghi, quella beffa atroce che ha minato le certezze degli uomini di Maran e ha interrotto una striscia di imbattibilità lunga 13 gare. Da quel match gli isolani non sono più stati gli stessi, e non può trattarsi solo di un semplice calo fisico.

Trovare un'alternativa a Nainggolan - Se il Cagliari è salito così in alto e anche grazie alle prestazioni del suo Ninja, che però ultimamente sembra in un momento no. Cala lui, cala tutta la squadra, e questo non va bene. Da una parte è difficile non prescindere dalla qualità del numero 4, ma dall'altra si deve cercare una fonte di gioco alternativa, per non tornare ad essere prevedibili ai temi in cui c'era Pavoletti, quando ci si fossilizzava nelle solite soluzioni.

Spensieratezza Il Cagliari della prima parte di stagione colpiva più di tutto per la sua freschezza, un po' folle e spensierata, che non portava a fare calcoli sulla classifica o i punti fatti, ma a giocare ogni incontro come se fosse quello decisivo. L'impressione è che, una volta abituatisi ai piani alti, i rossoblu siano caduti nel tranello di aprire gli occhi e guardare giù, restando vittima dell'effetto vertigine. Bisogna capire che l'obiettivo primario era lottare per la salvezza, e adesso che sembra archiviata bisogna cercare di migliorarsi e, perché no, di arrivare in zona Europa visto che si è lì, ma senza avere l'incubo del risultato, perché il sesto posto resta comunque un sogno e non un must. Sgombrare la testa da troppi pensieri insomma.

Reset totale - È la cosa più giusta, l'unico modo per crescere. Senza dimenticare gli errori fatti si intende, ma avendo la forza di buttarsi indietro le difficoltà del passato, come queste ultime 5 partite, dove è girato poco o niente. Una vera squadra deve imparare ad accettare gli incidenti di percorso e ripartire da zero.

Ripartire da quei 29 punti - Guardare il bicchiere mezzo pieno non fa mai male, e Maran e soci ne hanno l'urgente bisogno. Quando si ha qualche dubbio, tornare sui propri passi è un modo saggio per ricominciare, e così dovranno fare i sardi, non dimenticando la strada fatta fin qui e l'orgoglio di essere sopra Napoli e Milan, ripartendo proprio da quei 29 punti, come ha ricordato Radja Nainggolan sui social, da vero leader.

La stagione del Centenario passa anche da queste difficoltà, e per uscirne si deve, oltre che lavorare, riscoprire l'essenza del vero Cagliari, che se ha fatto qualcosa di così speciale, non può mollare proprio adesso.