La prova di forza delle seconde linee

Contro la Samp il Cagliari ha dimostrato di avere una panchina profonda

pubblicato il 06/12/2019 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2019

Il Cagliari vince contro la Samp (ancora) e lo fa con le sue seconde linee, le riserve, detto in maniera brutale, ma che rispondono presente all'appello di mister Maran.

Rispetto alla gara di campionato, ci sono 9 cambi: solo Klavan e Castro sopravvivono al robusto turnover. Gli altri sono tutti in cerca di una conferma o di un'occasione per emergere, vedi il baby Walukiewicz o il duo Cerri-Ragatzu. È proprio quest'ultimo che spacca gli equilibri e fa vincere la partita al Cagliari. Albertone si era già preso la copertina dello scorso match, e stavolta tocca al canterano rossoblu fare la parte del protagonista con un assist al bacio (per il 9 che segna ancora) e la prima rete ufficiale da quando è tornato a casa. Senza i gemelli del gol Joao Pedro-Simeone, i loro vice non sfigurano affatto.

Il centrocampo poi vedeva la solita mediana a 3 con Ionita, Oliva e Deiola. L'uruguagio gioca la solita gara di quantità e garra, non facendo rimpiangere Cigarini, il moldavo in queste gare è la solita garanzia mentre il numero 27 stenta un po'. Tuttavia, la prova collettiva è stata superata, contando anche che di fronte a loro si ergeva una linea blucerchiata che aveva il proprio punto di forza nella fisicità.

Arriva poi il momento dei difensori, con Walukiewicz che potrebbe fare meglio in alcuni casi ma è un 2000 nel giro della Nazionale polacca, lasciamolo crescere in pace e si raccoglieranno i frutti. Bene sulla catena di sinistra Lykogiannis, che si riscatta da qualche gara in chiaroscuro in passato. A destra c'è Cacciatore anziché Pinna: forse il terzino sardo meritava un po' di fiducia ma Maran ha preferito non far perdere il ritmo partita all'ex Chievo, che gioca comunque una buona gara. Un bentornato a Olsen poi è doveroso, ci sono anche i suoi guantoni sul 2-1.

Il Cagliari ha dimostrato di possedere, oltre che un 11 titolare di spessore, una panchina profonda, che alla lunga potrebbe fare la differenza sulle sorti di questa stagione. Se il fuoco di Cerri poi non si estingue subito, una punta a gennaio potrebbe anche non arrivare.