Ecco i motivi per cui l'Atalanta ha paura del Cagliari

Forti di valori impattanti, si vola a Bergamo godendo di meritato rispetto preventivo

pubblicato il 01/11/2019 in Approfondimenti da Mario Siddi
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Mario Siddi

Dieci turni di campionato sono una finestra temporale sufficiente per delineare in modo, almeno transitorio, le caratteristiche di una squadra. Se il futuro in divenire impone pragmatismo e pacatezza nei giudizi, il contingente già vissuto impone un dato certo ed incontrovertibile: il Cagliari è quinto nella classifica di seria A.

Basterebbe questo dato (non l'unico) a mister Gasperini, per avere il giusto timore nell'affrontare i rossoblu di Maran domenica alle ore 12:30 a Bergamo.

Usando una metafora, l'attuale Cagliari è “una mano che stringe una bandiera” dove valori intrinsechi e figurativi, si possono isolare e analizzare in due aspetti fondamentali.

Valore simbolico – Dove il vessillo incarna i punti in classifica, il lavoro svolto, la tenacia, la compiutezza di un riscontro positivo mai venuto meno (dopo le prime due partite) e sventolato con abnegazione sia in casa che in trasferta, da un Cagliari rispettoso ma anche irriverente guascone e capace di ritagliarsi uno spazio in scale gerarchiche di prim'ordine, ma con i piedi ben piantati a terra e la testa sul pezzo.

Valore fattuale – Dove ogni singolo dito, onorando il suo ruolo (se chiamato in causa) contribuisce con una parte di sforzo, alla stretta collettiva di un pugno che non molla la presa. Incrementando con continuità, la saldissima idea di Maran, che ogni giocatore sia importante, ma sempre un passo indietro rispetto al collettivo che ha nel gruppo il suo vero Top Player.

In questi due valori, simbolico e fattuale, si racchiude il rispetto atalantino nei confronti del Cagliari. Quando la buona nomea precede le prestazioni, vuol dire che sul campo oltre a calciatori di livello, scendono anche uomini di spessore.