Cagliari, ecco cosa ti ha detto (in positivo e in negativo) la gara contro il Pogon

Tra modulo, singoli e atteggiamento

pubblicato il 12/10/2019 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias

Il Cagliari batte 3-1 i polacchi del Pogón durante l'amichevole alla Sardegna Arena, senza una parte dei titolari perché impegnati con le rispettive Nazionali, ma sono presenti comunque i vari Nainggolan, Rog e Simeone.

Già, il Cholito, partiamo proprio da lui: tenuto in panchina da Maran, entra e la risolve con una tripletta, a conferma che questo Cagliari durante la stagione dipenderà dai suoi gol. Le volte in cui il numero 99 è andato a segno i rossoblu hanno vinto: la prossima in campionato sarà contro la Spal, e l'ex Viola non timbra il cartellino da tre gare, inizia a essere un po' troppo per uno come lui.

Un po' meno fortunato il suo compagno di reparto invece, Cerri, che si impegna tanto, ma manca sempre il gol, colpa anche della sfortuna che perseguita questo ragazzo. Il 9 ci mette il piglio giusto, fa a sportellate e gioca bene di sponda, tuttavia la palla sembra non volere entrare. L'impegno come detto c'è, ma per sbloccarsi mentalmente occorre entrare nel tabellino dei marcatori, anche se si tratta di un'amichevole.

Passando al centrocampo, Nainggolan ha cambiato tre ruoli in 90': esordisce da mezzala, poi si sposta in cabina di regia e infine chiude da trequartista. Maran sta cercando di trovargli la collocazione più adatta, consapevole che uno come lui necessita di spazio e tempo. Tutti vorrebbero vederlo dietro le punte, eppure sembra meglio adattato a regista, perché sa recuperare una marea di palloni e non è ancora al meglio fisicamente. Quando salirà definitivamente di condizione, allora sarà opportuno inserirlo tra le linee.

Buone notizie invece da Castro e Oliva, che confermano il loro periodo di forma. Cigarini è ancora la prima scelta in mezzo al campo, ma l'uruguagio si sta facendo strada. In difesa spinge Pinna, che questa stagione potrebbe fare a rotazione con Cacciatore e Mattiello su quella fascia. Il numero 2 è giovane, ha personalità, bisogna farlo crescere.

Interessante l'esperimento, sebbene sia stato dettato dalle necessità, di Deiola centrale. Il ragazzo di San Gavino procura sì il rigore, ma poi gioca una gara di buon livello in un ruolo non suo. Nuova posizione anche per Rog, che è un po' il tuttofare di questo Cagliari: entra nella ripresa e fa il terzino con risultati positivi, ma da interno di centrocampo è sicuramente più utile alla causa. La sorpresa invece è Aly: il giovane italo-egiziano è ancora inesperto ma si fa valere, chissà se in questa stagione ci sarà spazio anche per lui.

In porta Rafael non sfigura, ma sembra meno sicuro rispetto al passato, Olsen gli ha chiuso la porta dopo l'infortunio di Cragno, e il brasiliano un po' ne ha risentito. Ma la nota più lieta, è il ritorno di Paolo Faragò dal lunghissimo stop della scorsa stagione. Corricchia, è ancora legato nei movimenti, ma che bello rivederlo in campo.

Nel complesso, i sardi dimostrano di avere diverse frecce al loro arco anche senza buona parte della squadra, ma prima dell'ingresso di Simeone si è faticato e non poco. C'è ancora una certa difficoltà nel trovare più soluzioni davanti, si è persa l'occasione di chiudere alcuni contropiedi potenzialmente pericolosi e manca ancora quel giocatore capace di inventarsi la giocata nei momenti di buio totale.

Maran prova diversi esperimenti col modulo, arriva anche a giocare col 4-2-3-1, ma la sensazione è che il trend stagionale sarà sempre il 4-3-1-2. Non sarebbe così malvagia però, l'ipotesi del doppio trequartista, come fece la Roma per Nainggolan: vedere il belga e l'argentino dialogare nella terra di nessuno sarebbe senz'altro intrigante, ma magari il tecnico trentino vede in quest'ultimo schieramento un equilibrio precario, e allora meglio aspettare che il Ninja si riprenda totalmente dall'infortunio, intanto con il Pata in quel ruolo si può stare tranquilli.