Legittimare i risultati per evitare la cattiva nomea

Ecco come il Cagliari può eventualmente sfatare il mito di “squadra difensivista”

pubblicato il 11/10/2019 in Approfondimenti da Mario Siddi
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Mario Siddi

Dopo sette turni di campionato il Cagliari si ritrova (con Lazio e Fiorentina) ad aver ottenuto 11 punti in classifica, dei 21 disponibili. Numeri importanti quelli dei ragazzi di Maran che, dopo le due sconfitte interne (con Brescia e Inter) hanno saputo invertire la rotta di inizio stagione con risultati e prestazioni sempre più convincenti gara dopo gara.

La svolta positiva dei rossoblu è arrivata infatti al Tardini contro il Parma (vittoria 1-3). Da quella trasferta gli isolani, non si sono più fermati. Collezionando altri due successi (con Genoa e Napoli) e due pareggi (con Verona e Roma).

Il tutto frutto di un percorso virtuoso (tuttora in divenire) sia del gruppo che dei singoli. Dove vecchi senatori e nuovi acquisti, assieme alla grande capacità di saper soffrire (anche contro le big) hanno mostrato che questa squadra può dire la sua sia in casa che lontano dalla Sardegna Arena.
Una classifica che sorride, meritata e sudata sul campo. Sofferta, ricercata, saputa attendere e agguantata in modo paziente, con dedizione ma anche in modo deciso. Il Cagliari del centenario (visto fin qui) sta incarnando tutti questi valori. Con un collettivo sempre più coeso e stretto attorno al mister e ai suoi dettami.

Certamente, nonostante i buoni risultati, alcuni aspetti tecnico-tattici andrebbero tuttavia ulteriormente migliorati, per legittimare (anche in caso di vittoria) le prestazioni future.
Ad esempio quelli inerenti al creare qualche occasione da rete in più all'attivo, in funzione di una chiusura anticipata delle partite e tesa a manifestare maggiormente il proprio potenziale offensivo.

Evitando così la possibile (e ingrata) nomea di compagine “difensivista” che spesso matura anche tra i propri tifosi (la minoranza) dopo gare di contenimento che, per quanto non siano del tutto di “sola resistenza passiva”, rendono per costoro l'esito finale dei match, più un demerito degli avversari, che un'intelligenza tattica da parte del Cagliari.

Solo in questo modo i risultati e la classifica parranno più legittimi (rispetto a ora) alla frangia di sostenitori ancora scettica. Passi in avanti questi, per far rivalutare un giudizio che forse (al momento) è ancora troppo ingeneroso per Ceppitelli e compagni (viste anche) le difficoltà oggettive rispetto ad alcuni avversari affrontati. Come Inter, Napoli e Roma.

Fortificando così l'idea, che oltre a saper sfruttare le inerzie tattiche a proprio vantaggio e leggere giustamente i temi dei confronti (il calcio è anche questo) la squadra sia anche più matura e padrona delle proprie giocate.

Brillando di luce propria al punto tale da essere ritenuta l'artefice “decisiva” dei suoi risultati, senza lasciare spazio a critiche (talvolta gratuite) che ancora la dipingono troppo rinunciataria in certi frangenti di partita.