Com’è cambiato (tatticamente) il Cagliari senza Pavoletti

Un gioco nuovo per sostituire il bomber rossoblu

pubblicato il 23/09/2019 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2018

Ogni squadra ha un proprio totem, un proprio faro da cui prescinde, su cui si poggia ed è quasi sempre dipendente. Il Cagliari aveva Leonardo Pavoletti, bomber che l'anno scorso segnò gran parte delle reti rossoblu (16 in tutto), mettendo lo zampino su quasi tutte le vittorie.

Dopo il brutto infortunio subito contro il Brescia i ragazzi di Maran si sono ritrovati senza il loro terminale offensivo, costretti a reinventarsi un  tipo di gioco con altre soluzioni. Il mercato ha portato un nuovo attaccante, il Cholito Simeone, diverso dal numero 30 per caratteristiche, per cui si è dovuta fare di necessità virtù e modificare quei meccanismi ben oliati che ormai si erano incastrati alla grande nelle menti dei giocatori.

Il Cagliari ha dovuto diminuire i cross dalle fasce perché senza la testa della punta livornese le difficoltà sono doppie, e allora si è optato per una manovra che andasse per vie centrali. In tre partite sono arrivati sette gol, di cui sei nelle ultime due, a testimonianza che i sardi stanno riuscendo a trovare le giuste contromisure all'assenza del Pavo.

Niente più lanci lunghi dalla difesa all'attacco, scavalcando il centrocampo, ma una verticalizzazione che passa dalla mediana isolana, con Cigarini rimesso nella sua posizione naturale, quella di regista, per cercare le sue geometrie e le sue imbucate. Un dialogo maggiore tra il reparto di mezzo e quello avanzato hanno fatto sì che i rossoblu in fase di costruzione potessero contare su più opzioni, non solo sulla classica palla lunga.

Con la velocità di Simeone il contropiede è diventata un'arma gradita, vedi il 3-1 al Tardini, e il chiudersi a ricco per poi ripartire appena riconquistata palla sta diventando una realtà sempre più solida, come ha dimostrato Joao Pedro contro il Genoa. Da una manovra avvolgente e il più delle volte lenta e prevedibile si sta passando a un gioco più diretto e corto, con quattro cinque tocchi per andare in porta. Tutto parte dalla sala macchine, che ora ha più responsabilità in fase di impostazione, mentre il ruolo del trequartista acquisisce un'importanza maggiore, essendo il principale ispiratore delle due punte davanti, per cui quando tornerà Nainggolan ci sarà da divertirsi.

Il Cagliari sta riuscendo dunque nell'ardua impresa di non far rimpiangere il proprio bomber, sia grazie agli acquisti ma anche, e soprattutto, al nuovo modo di proporre calcio.