Tutto ciò che ha detto e lasciato la gara contro il Leeds

Sicurezze e dubbi in vista della stagione del Centenario

pubblicato il 27/07/2019 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias

Calcio di agosto non ti conosco. O forse sarebbe meglio dire di luglio, visto che l'ottavo mese dell'anno dista ancora qualche giorno, ma lo faremo passare per buono.

Buono come il test amichevole del Cagliari contro il Leeds United, nell'umidità della Sardegna Arena, che ha lasciato ai rossoblu diverse certezze e ancora qualche dubbio, più che comprensibile.

Iniziamo dalle sicurezze: la prima non può che portare il nome di Alessio Cragno. L'estremo difensore toscano sabato sera ha viaggiato sugli stessi binari della scorsa stagione, vissuta da protagonista, e sembra che voglia fare la voce grossa anche nell'anno del Centenario e dell'Europeo 2020. Un rigore sfiorato e due parate monstre per il nativo di Fiesole: la sua permanenza per il prossimo campionato all'ombra del Bastione di Saint Remy è forse la migliore notizia insieme all'acquisto di Rog da parte di Giulini & Co.

Buone cose si son viste anche in sala macchine, dove i senatori Ceppitelli e Pisacane hanno dimostrato di esserci, e i secondi Klavan (anche se l'estone stavolta è partito da titolare) e Romagna non sono stati da meno. La sorpresa però, è Walukiewicz. Il polacco ha giocato una gara di grande personalità, abbinando una fisicità da guerriero nordico con una tecnica di base niente male. Se dovesse confermarsi così anche per le prossime partite, quelle che conteranno davvero, il Cagliari ha trovato il centrale del futuro.

Positivo è stato anche l'esordio casalingo di Mattiello, che sembra essersi ripreso pienamente dagli infortuni passati, e a destra ha riscaldato quella fascia per parecchi minuti. Sulla catena di sinistra invece, Lykogiannis e Pajac si sono divisi la pagnotta. Decisamente meglio il croato, che ha illuminato il match con diverse pennellate mancine e numerose sovrapposizioni. Nel dubbio, sarà meglio tenerlo.

Felice anche il debutto del figliol prodigo Pinna, tornato dal prestito all'Olbia. Spinge come un forsennato e non si tira mai indietro, ha dentro la fiamma giusta. Ricorda un po' il Pisano dei giorni migliori, e intanto Maran se lo coccola.

Passando al centrocampo, l'uomo più atteso era lui, Marko Rog. 15 mln (acquisto più oneroso della storia del club isolano, aspettando i 17 per Nandez) è già un biglietto da visita di tutto rispetto. Parte come previsto da prima scelta, e non delude. Un paio di discese palla al piede da vero incursore, si vede sin da subito che ha una qualità superiore rispetto alla media. Non far rimpiangere Barella sarà un'impresa, ma con l'aiuto dei compagni l'ex Napoli può farcela.

Un'altra piacevole sorpresa, e verrebbe da dire finalmente, è l'uruguaiano Oliva. Dopo mezza stagione da oggetto sconosciuto, sta pian piano scrollandosi di dosso i ritmi da campionato sudamericano e inserendosi nei meccanismi di Maran. Al tecnico trentino va il merito di averlo aspettato, e se questo è il vero Oliva, in regia può esserci spazio anche per lui.

Cigarini permettendo però, perché il Professore non ha ancora intenzione di abdicare, la prestazione contro gli inglesi ne è una prova. Le chiavi del centrocampo sono in buone mani anche per la prossima stagione. Non si può dire invece lo stesso di Bradaric, che procura ingenuamente un rigore e che non sembra andare bene neanche come trequartista durante la ripresa, con l'esperimento del doppio playmaker. Dalla torre cade il croato.

Artur Ionita invece è la solita certezza, segno che il Cagliari getterà le basi per quello che dovrà essere un anno particolare partendo dai muscoli del moldavo.

I problemi però iniziano a sorgere in attacco, dove la sterilità fa da padrona. Salvo l'azione del gol di Birsa, in cui tutti e tre gli interpreti offensivi (lo sloveno, Joao e Pavoloso) hanno avuto un ruolo, c'è stata poca comunicazione. Il numero 14 ha trovato la rete e si è ritagliato la sufficienza, ma c'è ancora tanto da lavorare se vuole rientrare nei piani tecnici di Maran come prima opzione e non come rincalzo.

Riguardo invece a Joao Pedro, contro il Leeds è sembrato un pesce fuor d'acqua, non solo per la poca incisività dalla trequarti in su, ma anche per il poco lavoro svolto con il suo partner Pavoletti. I due si dividono male i compiti per casa, ed entrambi restano a secco senza brillare in modo particolare. Leonardo però non si tocca, e JP10 può fare molto di più.

Ma il boccone più amaro spetta a quelli sotto esame, i vari Han e Cerri. Dal coreano si attendevano conferme importanti, ma non è stato così, anche se 45 minuti lasciano il tempo che trovano. Tuttavia, due tra lui, Despodov e Ragatzu andranno via al termine della fase precampionato, e l'asiatico, che in genere parte sempre forte nelle amichevoli estive, dovrà giocarsi bene le sue ultime carte a disposizione.

Il capitolo finale è dedicato a Cerri. Colpe e alibi in egual misura per l'ariete rossoblu: spreca malamente una palla gol, quando lui più di tutti sa che una rete metterebbe a tacere per un po' critiche e polemiche. Ma dall'altra parte non è stato servito a sufficienza dai compagni, e soffre la solitudine tipica di quelle boe che stanno al largo. L'anno del Centenario può essere però quello giusto per spezzare la maledizione, e convincere tifosi e addetti ai lavori che vale l'investimento fatto.

A Maran invece va riconfermata piena fiducia, sperando di assistere stavolta a una salvezza più tranquilla e a un gioco più fluido e magari meno pragmatico. Il tecnico dei sardi può ritenersi soddisfatto dell'amichevole e degli schemi sviluppati in campo.

Le manovre sono ancora arrugginite e da rodare, ma si è potuta notare una condizione fisica all'altezza e questo è certamente un bene, la nuova stagione dopotutto bussa alle porte. I neoacquisti si sono integrati senza tante difficoltà, in attesa di un paio di colpi, e i veterani hanno risposto presente all'appello. Da rivedere il reparto avanzato, che con il ritorno di Castro sarà impregnato da una linfa che mancava da troppo tempo.

Il nodo legato al modulo invece è il seguente: 4-3-1-2 o 3-5-2? Visti tutti e due contro la formazione del Loco Bielsa, con il primo che conferisce più offensività lì davanti, mentre l'altro può apportare più equilibrio e solidità. Ma la veste che il mister sceglierà sarà presumibilmente quella con il trequartista dietro le punte, il must della difesa a 4 e un solo catalizzatore di gioco in mediana. Assetto che potrebbe esser riproposto durante le ultime due amichevoli, in Germania e Turchia.

Poi, inizierà ufficialmente la stagione del Centenario.