Questione di modulo (elastico) e scelte

Il 3-5-2 premia Maran

pubblicato il 20/05/2019 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2019

Rolando Maran ha stupito tutti ancora una volta.

Il 3-5-2 messo in campo nella sfida contro il Genoa è la dimostrazione di come l’organico rossoblù possa adattarsi e piegarsi alle scelte strategiche del tecnico trentino, non nuovo a esperimenti di questo tipo.

Le novità del match di Marassi, oltre a riproporre il doppio centravanti (Cerri-Pavoletti), stanno nell’impiego di  Bradaric dal primo minuto in cabina di regia, una difesa a tre azzeccatissima e una mediana di sostanza che ha contrastato le folate dei centrocampisti genoani. Pellegrini e Srna trasformati in esterni alti sono stati un’intuizione non da poco, viste le loro caratteristiche di spinta e, avendo due esperti di palloni alti lì davanti, la ricerca del cross come opzione principale da parte dell’ex Roma e della bandiera croata.

La diga in mezzo al rettangolo verde ha retto l’urto con quella del Grifone, a discapito però dello spettacolo, con un gioco poco fluido e molto spezzettato, tanti palloni persi e, a tratti, una gran confusione. Ma per una partita in cui l’essenziale era portare a casa almeno un punto, va bene così. Cacciatore è riuscito a fare la parte del terzo centrale difensivo, con buoni risultati, limitando Pandev & Co., e i colleghi di reparto hanno fatto il resto. Un 3-5-2 che però in fase offensiva si trasformava in un 4-3-1-2, con Barella ad agire da solito trequartista e uno tra Srna e Cacciatore che scala a centrocampo.

La duttilità è una delle qualità più richieste in una rosa, e Maran ne ha in abbondanza, con l’incontro del Ferraris che conferma il tutto.