Zona Cesarini? No, zona Cagliari!

Il Cagliari specialista nel realizzare i propri gol nei finale di partita. Una costante che è ormai un dato statistico

pubblicato il 11/12/2013 in Approfondimenti da Alessio Masala
Condividi su:
Alessio Masala
Sau infila Perin

Per una volta tralasciamo le critiche. La lista potrebbe essere piuttosto lunga: la solita partenza ad handicap, condita dal solito errore difensivo: il superficiale disimpegno che ha permesso a Lodi di lanciare a rete Gilardino non è meno grave del “morbido” modo usato per opporsi al vecchio marpione delle aree di rigore.
Il solito primo tempo di gioco nullo e inconcludente, fatto di passaggi perlopiù laterali in attesa dello sbocco giusto che non arrivava, figlio delle poche idee in tema di schemi d’attacco. Il solito regalo di quarantacinque minuti agli avversari, come già successo col Sassuolo e in tante precedenti occasioni.
Le fasce laterali a lungo latitanti, con Pisano capace di svolgere il suo compitino ma raramente in grado di buttare palloni pericolosi in mezzo, e con Avelar assai arruginito e dunque piuttosto impreciso.

No, per stavolta evitiamo le critiche, che al massimo dovranno far riflettere il Mister Lopez ai fini della ricerca di adeguate contromisure, e lasciamo stare anche il fatto che quasi tutta la ripresa è stata giocata con l’uomo in più per la troppo severa espulsione di Manfredini, cosa che non può non aver condizionato positivamente la partita rossoblù.

Lasciamo perdere tutto ciò, per una volta, e di fronte al quarto risultato positivo del Cagliari e di fronte a una posizione di classifica finalmente adeguata, pensiamo al fatto che i rossoblù siano stati capaci per l’ennesima volta di segnare gol decisivi agli sgoccioli della gara.

Nelle ultime due gare è stato Sau a travestirsi da Cesarini per firmare un pareggio insperato (col Sassuolo) e una vittoria all’ultimo respiro (appunto col Genoa). In precedenza era stato capitan Conti a matare il Toro a un minuto dalla fine, dopo che una settimana prima aveva firmato al novantesimo l’inutile gol di Verona. Andando ancora a ritroso, fu Pinilla a segnare nei minuti finali il gol vittoria contro il Catania (dopo il solito svantaggio casalingo). Per tornare ancora indietro, lo stesso Pinilla aveva pareggiato il conto a Firenze poco prima dei minuti di recupero, senza parlare del gol di Conti al 91’ contro la Sampdoria, poi vanificato dal pareggio di Gabbiadini.

Questo segnare all’ultimo è un buon segno, quello di una squadra mai doma e che gioca fino al fischio finale sperando sempre nella vittoria, nonostante i numerosi problemi di gioco che ne stanno penalizzando le prestazioni degli ultimi mesi.

E visto che il calcio vive di emozioni, e sono quelle che piacciono ai tifosi, ben venga qualche elettrocardiogramma in più per coloro che hanno qualche problemino di cuore.

E quindi sta qua la sottile differenza che poi entusiasma la platea (per ora poco numerosa al Sant’Elia, per motivi di forza maggiore): se passi in vantaggio 2-0 nei primi minuti e poi ti fai schiacciare fino al novantesimo subendo il 2-1, e resti indenne, ti becchi i fischi; se invece dormi per un tempo e negli ultimi minuti finali piazzi l’allungo finale, ti becchi la curva adorante e applausi a scena aperta, e dopo anni ti ricordi di quella partita (vedi Cagliari-Napoli 2-1 del 2008).

Dunque c’è ancora qualcuno che osa affermare che il calcio sono solo freddi calcoli?

Post Scriptum: parentesi Sau. Il talentuoso sardo che anni fa in coppia con un certo Insigne faceva magie, capocannoniere del Cagliari nella scorsa stagione, ha ripreso a giocare titolare e con regolarità solo per cause di forza maggiore nelle ultime settimane, causa infortuni prima di Pinilla e poi di Ibarbo. Era stato declassato nella gerarchia delle punte.

Ora che sta giocando con regolarità, sono arrivati tre gol nelle ultime due partite. A dimostrazione della tesi che gli attaccanti sono una categoria a sè: hanno bisogno di giocare anche dopo qualche prestazione negativa, per ingranare. E il gol è il loro ossigeno. Secondo noi Sau, non perchè è sardo ma perchè è l’attaccante più forte nella rosa del Cagliari (riguardate il gol del pari al Genoa per capire cosa è un buon attaccante), dovrebbe giocare sempre titolare, a meno che non sia squalificato o infortunato.

Gli altri, ruotino. Chissà se la penserà nello stesso modo Lopez, o la società Cagliari Calcio.