Ciao Daniele, ti aspettiamo in terra sarda per tributarti il più sincero e commosso degli applausi

Quasi fosse un fulmine a ciel sereno: Daniele Dessena ha salutato il Cagliari in silenzio, come solo i veri leader sanno fare

pubblicato il 11/01/2019 in Approfondimenti da Marco Zucca
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Marco Zucca
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La rovesciata in quel di Catania, l’esultanza a Parma, quel centrocampo con Conti e Nainggolan, l’amara retrocessione, la risalita nonostante il tremendo infortunio, la doppietta al Palermo nel giorno del rientro da titolare, sotto la Curva Nord, la fascia da capitano indossata, ogni qualvolta venisse chiamato in causa, con orgoglio.

Sono tanti, troppi i frame che scorrono nelle menti dei tifosi rossoblù. Dicono che le “bandiere”, nel calcio, oramai faticano a trovarsi. Daniele Dessena era una di quelle, merce rara nel mondo del pallone, e mai e poi mai avrebbe voluto abbandonare quei colori di cui, col tempo, si era perdutamente innamorato. Forse anche per quelle origini sarde che lo legavano, in maniera indissolubile, ad una terra aspra, diffidente, ma che lo aveva accolto con tutto il suo cuore.

In dieci anni in Sardegna si è fatto uomo, crescendo calcisticamente e soprattutto moralmente. Ha trasmesso la passione per il Cagliari, per la sua gente, per una città che sentiva tremendamente sua, a tutti coloro i quali approdassero ad Asseminello.

Accantonato in particolare lo scorso campionato, complice un rendimento non come i vecchi tempi, era stato nuovamente chiamato in causa, con una certa costanza, nella stagione attuale dal tecnico Maran (11 presenze). Eppure, aveva compreso fosse giunto il momento di salutare e tornare dalla sua “vecchia” guida, quel presidente - Massimo Cellino - che mai aveva perduto la stima nei suoi confronti. È andato via, quasi fosse un fulmine a ciel sereno, in silenzio, come solo i veri leader sanno fare, trattenendo, o forse nemmeno troppo, le lacrime quando si è accinto a liberare l’armadietto negli spogliatoi.

A Brescia, proprio lì dove la gamba aveva fatto crack (ironia della sorte), ne siamo certi, comprenderanno il suo immenso valore. Sia come calciatore (gli si perdonerà anche qualche apertura errata) che come persona. E sarà fondamentale per dare una grossa mano in vista della promozione in Serie A.

Ciao Daniele, ti auguriamo le migliori fortune e ti aspettiamo in terra sarda per affrontarti come avversario. L’intero stadio ti saprà tributare il più sincero e commosso degli applausi.