Che dire?

La prestazione sontuosa espressa da Barella contro il Milan lo consacrano ad autentica delizia destinata solo ai palati fini del calcio

pubblicato il 18/09/2018 in Approfondimenti da Giovanni Podda
Condividi su:
Giovanni Podda

Nonostante la sfida casalinga contro il Milan di Gennaro Gattuso abbia lasciato dal punto di vista tecnico e tattico numerosi spunti di riflessione, sarebbe impossibile non soffermarsi sulla prestazione che il giovane Niccolò Barella, che per quello che si è visto nell’arco dei novanta minuti, ma soprattutto per quello che ha saputo esprimere in movimenti senza palla, tecnica, senso della posizione, grinta ed atteggiamento, trova difficoltà nell’essere descritto utilizzando gli aggettivi giusti che ne valorizzino a pieno il valore.

L’esperienza maturata lo scorso anno con quella salvezza conquistata con le unghie e con i denti ne avevano già forgiato il talento da calciatore professionista ma anche rappresentandone il simbolo di un magnifico mix di innate qualità tecniche, duttilità e spregiudicatezza che oggi inevitabilmente lo rendono unico nel panorama calcistico nazionale ed europeo scatenando gli appetiti dei molti grandi club, che monitorandone la crescita, rimangono dietro l’angolo attendendo che il diamante acquisisca solo l’ultima lucidatura prima di abbagliare con la sua bellezza chiunque decida di posarci gli occhi.

Orami la lucidatura però è giunta, ed il campione sardo in questa stagione affiancato da compagni di reparto di caratura e da un tecnico che ne ha colto a pieno le potenzialità non faranno altro che farlo esplodere definitivamente più in fretta del previsto. Infatti la sua riconferma in questa stagione ed il nuovo modulo di gioco proposto da Maran fanno sì che con il passare delle giornate, il classe ‘97 diventi sempre di più il cardine se non il leader indiscusso del centrocampo isolano.

In funzione di un futuro che ormai sembra apparire sempre più nitido per il giovanissimo centrocampista isolano, un capitolo importante potrebbe rappresentare il meritato esordio con la maglia azzurra, sfuggitogli per un soffio solo la scorsa settimana, in occasione della UEFA Nations League. Sicuramente dopo questa ultima prestazione il neo ct della Nazionale Mancini non si farà più attendere dal voler saggiarne le capacità sapendo di avere tra le sue disponibilità la figura del mediano moderno che qualsiasi allenatore vorrebbe avere nelle proprie fila.

Naturalmente indipendentemente da quello che potrà essere il futuro in azzurro del campione “made in Sardinia”, ciò che tutti i supporter sperano e che in un modo o nell’altro anch’egli possa seguire le orme del suo predecessore, Daniele Conti scegliendo di vestire una sola maglia in carriera e personificando quindi non solo le qualità un giocatore di grande talento ma anche di un ‘icona per l’intero popolo rossoblù.