Cagliari, cabina di regìa: tre nomi e un precedente da evitare

La società dovrà cercare delle soluzioni per far sì che non si ripetano gli scenari della stagione scorsa

pubblicato il 17/07/2018 in Approfondimenti da Pietro Piga
Condividi su:
Pietro Piga
2018

Sulla strada il cui asfalto, caldo e rossoblù, che, se percorso, porta alla regìa del Cagliari, ci sono le «ruote» di Albin Ekdal, Filip Bradaric e Manuel Locatelli. Quelle di Luca Cigarini e Santiago Colombatto, invece, hanno raggiunto la destinazione da due settimane; ma quelle del primo, a distanza di un’estate, potrebbero filare via percorrendo un altro itinerario. Inoltre, su quella parte di grigio, se necessario, potrà sgommarci anche Nicolò Barella. La cartina geografica ce l’ha Marcello Carli, direttore sportivo, il quale organizzerà i tragitti per le vetture arrivanti e partenti, in modo che l’organico non si ritrovi come accaduto fino a maggio, a settimane alterne, con le gomme a terra per un «buco» nel mezzo.

Il presente – A Pejo, come ad Aritzo, Rolando Maran sente il rombo dei motori dell’emiliano e dell’argentino, entrambi al secondo ritiro precampionato di fila tra la Sardegna e il Trentino Alto-Adige, i quali sono stati impiegati nel mezzo della seconda linea, per un tempo, contro la Rappresentativa della Barbagia. Però, solo il ventunenne, di rientro dal terzo prestito in serie B (al Pisa, al Trapani e al Perugia), ha la certezza di far parte della rosa che disputerà la A; mentre l’attuale «8», che nel 2017/18, con praticità e accuratezza, aveva esposto il proprio «pensiero verticale», è accostato al Parma (a rischio, per illecito sportivo, d’essere sanzionato con dei punti di penalizzazione dal Tribunale Federale Nazionale della Federcalcio), con cui s’era mostrato per la prima volta, dal 2005 al 2008, al massimo campionato.

Il precedente da evitare – Nel campionato scorso, sia Massimo Rastelli, sia Diego López si erano ritrovati, in seguito alle operazioni svolte da Tommaso Giulini e Giovanni Rossi, con un regista «originale», Cigarini, e due «finti», Andrea Cossu e Barella, poiché Davide Di Gennaro e Panagiotis Tachtsidis s’erano trasferiti, e Colombatto aveva vestito la maglia del Perugia. Così, nelle dodici sfide saltate da Il Ciga, si era avvicendati Andrea Cossu e Barella (in quella posizione, aveva segnato due reti), e il Cagliari aveva sentito il riverbero dell’assenza – che i due sostituti non erano riusciti a tumulare – nelle prestazioni, caratterizzate da delle iniziative monche e, di conseguenza, il pallone giungeva agli attaccanti in poche circostanze, e nei risultati, con due vittorie, un pareggio e nove sconfitte. 

Le macchine dal Mondiale – Il piede di Cigarini si sta per sollevare dall’acceleratore, quello o di Ekdal o di Bradaric è pronto a premere a tavoletta, dalla Russia, passando rispettivamente per la Germania (Amburgo) e la Croazia (Rijeka), all’Italia. Per lo svedese, in caso di compimento della trattativa, sarebbe un ritorno, dopo tre annate in Bundesliga in forza ai Veterani, con i quali, nelle gestioni di Markus Gisdol, Bernard Hollerbach e Christian Titz, si è «rifunzionalizzato»: dalle zolle della mezzala destra e mancina occupate, al fianco di Daniele Conti, nel Cagliari (2011-2015: 122 gare, 8 reti, 5 assist), a quelle di mediano, sulle rive dell’Elba, nel 4-2-3-1, nel 4-3-3 e nel 4-1-4-1, e, al Mondiale, nel 4-4-2. E se il nativo di Stoccolma non né nato, né cresciuto in regìa, e dunque, pur adattandosi, non sarebbe il sostituto «puro» di Cigarini, il croato, invece, lo è fin dagli esordi all’Hajduk Spalato. E oggi, al Rijeka (dal 2015, 141 sfide, 9 gol, 17 passaggi vincenti), è la trave sulla quale si appoggia la formazione, e in Nazionale, invece, è il «secondo» di Luka Modrić.

Il ritorno di fiamma – E poi c’è Manuel Locatelli (20), playmaker del Milan – in cui, nel 2017/18, aveva giocato per 33 volte – ma «quasi» sposo del Sassuolo, sul quale il Cagliari ha gli occhi – nuovamente –  addosso.

Ora, sulla strada calda e rossoblù, Carli dovrà delle «ruote» che consentiranno al Cagliari, durante il tragitto, di non fermarsi per un «buco» nel mezzo.