Padoin, una sorgente sempre piena

Il Talismano ha saltato una sola partita di serie A e, con altre quattro da disputare, vuole portare il Cagliari alla salvezza

pubblicato il 27/04/2018 in Approfondimenti da Pietro Piga
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Pietro Piga
2016

A trentaquattro anni, è una sorgente che, circondata dall’erba, si posa sulla sinistra – a volte sul limbo e altre decentrata – e non conosce il periodo della siccità. Simone Padoin ha la meglio, con renitenza, sulla carta d’identità e sul meteo, e, da due stagioni, sta rinfrescando e dissetando il Cagliari. Che, con sole due vittorie negli ultimi dieci incontri e a corto di reti da due, s’affida a chi, sul verde della serie A di questo biennio, ha «zampillato» per sessantaquattro volte su settantadue possibilità.

L’onnipresente – L’undicesimo massimo campionato, il secondo pitturato di rosso e blu, Il Talismano l’ha cominciato, nel 4-3-1-2 diretto da Rastelli, da esterno difensivo destro, e lo sta proseguendo, nel 3-5-2 guidato da López, sia da «cinque» sul settore mancino, sia da interno calpestando le zolle poco più in mezzo al campo. Così, di qua e di là, ha acquisito il dono dell’ubiquità: dopo trentaquattro confronti (3060’), ne ha saltato solo uno (a Genova, il 3 aprile, contro il Grifone) e s’è perso 302’. E sia per cartellini firmati (33), sia per minutaggio (2758’), è primo nella classifica del Cagliari.

Lo schiaffo all’ex – Oltre alle presenze, Padoin è riuscito a realizzare una rete: quella dello 0-2 all’Atalanta (la sfida s’è conclusa 1-2), con un cammino area-area, spalleggiando Farias, dal quale era stato servito e, trafelato dalla corsa, aveva preso contro-tempo Berisha con un sinistro radente. Dal 30 dicembre di Bergamo (l’ex salotto del «20»), il collettivo di López non ha più avuto la meglio contro una delle «Dieci sorelle»: ha raccolto un punto di fronte alla Sampdoria e alla Lazio (nessuno al ritorno), ha perso il doppio confronto con la Juventus, il Napoli, l’Inter, il Milan e il Torino e pure l’andata nel faccia a faccia con la Roma e la Fiorentina.

Il non fu blucerchiato – Domenica, al Luigi Ferraris, il Cagliari proverà a smorzare l’aridità di punti e a sfare il tabù «Dieci sorelle»: potrà farlo contro la Sampdoria, che, con quattro lunghezze di svantaggio sull’Atalanta (occupa la 6ª posizione), è in corsa per la partecipazione ai turni preliminari di Europa League. La competizione che Padoin, nel 2010, avrebbe potuto disputare con la maglia blucerchiata, ma che non vestì per non abbandonare, in serie B, l’Atalanta. Il Talismano rinfrescò e dissetò La Dea, che tornò immediatamente in serie A. Quella che il Cagliari vuole mantere, attingendo, a partire da «casa-Doria», dalla sorgente sempre piena col numero 20.