Il Cagliari ha risolto la pratica Benevento con estrema difficoltà rispetto alle previsioni ed a seguito di una dose infinita di buona sorte. 80 minuti di povertà tecnica assoluta, sono stati spazzati via da due goal agguantati a stretto giro di posta oltre il novantesimo.
Lopez dopo aver schierato un undici incapace di produrre un qualsivoglia idea di gioco, ha inserito nella ripresa e in rapida successione tre punte, ovvero Sau, l'esordiente Ceter e Farias. La classica mossa della disperazione atta ad invertire un destino che sembrava segnato contro un fanalino di coda encomiabile sul piano dell'impegno, ma che annovera tra le proprie fila interpreti inadeguati alla massima categoria.
La dea bendata dal canto suo, ha per l'ennesima volta dato le spalle al Benevento e poggiato il proprio sguardo benevolo sulla formazione isolana, premiando oltremodo l'improvvisazione rossoblù. Un evolversi degli eventi alquanto singolare che maschera le evidenti lacune mostrate durante l'intera contesa.
Lopez è chiamato a non lasciarsi traviare da quanto accaduto in zona Cesarini ed analizzare i motivi di una condizione palesata sul terreno di gioco, capace di innescare una probabile situazione di crisi.
La sosta sembra cadere a fagiolo al fine di risolvere al meglio problemi evidenti, rilanciando un Cagliari che ha l'obbligo di guadagnarsi la salvezza attraverso prestazioni di ben altra levatura.

