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Cagliari, l’attacco piange: quali soluzioni?

Gioco sugli esterni e cross, lettura dello sviluppo della partita e interventi sul mercato: queste le soluzioni per dare linfa ai rossoblù

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0.89: è la media gol del Cagliari in questo campionato. Troppo poco per una squadra che deve salvarsi e che ora si trova appena 2 punti sopra la zona retrocessione.

I rossoblù, superiori soltanto a Benevento (9), Sassuolo (12), Crotone (13) e Genoa (15) quando a reti segnate, sono stati capaci di marcarne 16. Nessuna, però, nelle ultime due partite, durante le quali è stato fatto appena un tiro in porta: fattore che ha acceso un campanello d’allarme.

La compagine sarda sta subendo una preoccupante involuzione dal punto di vista del gioco: non si riesce più a crossare con continuità, col risultato che a Roma e in casa contro la Fiorentina il povero Pavoletti non ha avuto nemmeno un pallone giocabile (considerando che su 4 gol realizzati dall’attaccante, 3 sono stati marcati di testa).

Quali soluzioni, dunque, in vista del delicato match contro l’Atalanta che chiuderà il girone d’andata e più in generale del prosieguo della stagione?

Innanzitutto riproporre Faragò - parso recuperato - nella sua posizione, facendo in modo che dalla catena di destra (formata da Romagna, Barella e l’ex Novara) si possano generare i rifornimenti per l’attacco. Perché i cross devono rappresentare il fulcro del 3-5-2 proposto da Lopez.

Occorre poi avere la capacità di variare, cercando di leggere l'evoluzione del match e se opportuno cambiare modulo, cercando le imbucate centrali: a questo proposito Sau potrebbe essere un buon compagno di reparto per Pavoletti, il quale lo innescherebbe negli spazi nel tentativo di violare il muro difensivo avversario.

Da non dimenticare, inoltre, la necessità di intervenire a gennaio in sede di mercato: urgono un regista che possa all'occorrenza sostituire Cigarini, un esterno sinistro e un centravanti spietato sottoporta. 

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