La pasta Sarda, l’arte culinaria sulla punta delle dita

Semola, acqua e sale, ingredienti semplici e tanta maestria alla base della cucina isolana

pubblicato il 23/07/2021 in Alla scoperta della Sardegna da Valentina Piras
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Valentina Piras

Fare un viaggio in Sardegna non è mai solo un percorso alla scoperta di calette meravigliose, spiagge dalla sabbia dorata, borghi quasi immobili nel tempo. Scoprire questa terra posta al centro del Mediterraneo comprende anche la scoperta dei suoi sapori e della sua cultura culinaria.

Per gli amanti della buona tavola, quella fatta di sapori semplici e concreti, la cucina sarda è quindi una conferma ed un trionfo per il palato.

Anche nell’isola, un pasto come si deve, inizia sempre con un primo piatto quasi sempre a base di pasta, regina indiscussa anche delle tavole isolane, facendo da apripista alle specialità tipiche di carne allo spiedo o gustosi prodotti del mare.

Nonostante le numerose varietà, la lista degli ingredienti è in genere molto corta: semola di grano duro, acqua tiepida o temperatura ambiente e un pizzico di sale. E tanta paziente laboriosità.

Prendiamo ad esempio uno dei formati tipici della gastronomia sarda, i malloreddus, piccoli e sottili gnocchetti che traggono il loro nome dal termine malloru, cioè piccolo torello a ricordare la forma delle piccole corna sul capo dei giovani vitellini.

Celebri infatti gli gnocchetti alla campidanese, conditi con un sugo di salsiccia fresca, salsa di pomodoro con un pizzico di zafferano e abbondante pecorino, una vera delizia per il palato nota in tutto il mondo per la sua genuina e gustosa semplicità.

Altra specialità altrettanto nota è la fregola, sa fregua in dialetto, piccole palline di semola ottenute con un semplice ma altrettanto sapiente lavoro manuale nella scivedda, per poi essere tostate poi in forno.

Questa pasta viene consumata in diverse modalità, sia asciutta con arselle e frutti di mare, oppure piccoli bocconcini di carne e funghi, oppure in brodo sia di mare che di carne.

Cambiando genere, e passando quindi alla pasta ripiena, come non citare ravioli e culurgiones e immaginarne il sapore e l’aroma.

I ravioli, una sfoglia di pasta leggera ripieni di ricotta e aromatizzati con scorza di limone, oppure zafferano o i classici con l’aggiunta di spinaci o bietole o ancora con il formaggio fresco, conditi con un sugo semplice e una generosa spolverata di pecorino, in un classico ma immancabile abbinamento.

I culurgiones invece con la loro chiusura a spighetta ed il ripieno di patate e menta, oppure formaggio, ed ottimi da gustare con un sugo semplice e formaggio ma anche fritti, in un’esaltazione di sapori e profumi.

E per concludere questo rapido ma speriamo gustoso viaggio gastronomico non possiamo non citare su filindeu, i fili di Dio, sottilissimi fili di pasta che creano un reticolo il quale, adagiato su un cesto, una volta essiccato, vengono rotti in pezzi irregolari e cotti in brodo di pecora e abbondante pecorino fresco tagliato a pezzetti piccoli. Una delizia unica al mondo citata fin dalla Deledda!