Murales e musica dalle pietre a San Sperate

La rivoluzione culturale e artistica sparadesa tra colori e materia delle stelle

pubblicato il 22/08/2020 in Alla scoperta della Sardegna da Valentina Piras
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Valentina Piras

San Sperate è un piccolo centro a vocazione agricola situato a pochi km da Cagliari, famoso per la eccellente produzione delle pesche e degli agrumi.

Questo piccolo centro abitato del basso campidano sardo è protagonista di una vera e grandiosa rivoluzione culturale che ebbe luogo a partire dal 1968 con il rientro, nella natia San Sperate appunto, del celeberrimo artista Pinuccio Sciola.

Pinuccio Sciola infatti torna in Sardegna dopo aver completato i suoi studi d’arte che lo avevano portato in numerose località europee entrando in contatto con svariati artisti quali ad esempio Manzù, Sassu o Moore, per fare degli esempi.

Il mondo vive un periodo di grandi rinnovamenti e proteste, il movimento del ’68 sta radicalmente cambiando il modo di vedere la vita e le istituzioni e tutti gli aspetti della società vengono coinvolti, e l’arte non è da meno.

È l’anno della “rivoluzione” ed anche in Sardegna se ne vivono gli effetti. Ad Orgosolo durante un’assemblea popolare si decise di non riconoscere l’autorità locale autoproclamandosi repubblica con una scritta sul muro “Inoche semus a repubrica” dando il via al muralismo dei pensieri politici e di protesta in generale.

Anche a Pinuccio, come lo chiamavano i sansperatini, interessava il cambiamento, sì certo, ma quello che si fondava sui valori dell’arte e della società, un cambiamento che riuscì ad attuare chiamando a raccolta tutta la sua comunità, dapprima imbiancando e poi colorando le strade del piccolo borgo agricolo.

Un paese di poche migliaia di anime che si trasforma in pinacoteca a cielo aperto, con il suo Maestro che chiama nel suo piccolo centro grandi artisti come Foiso Fois, Gaetano Brundu, Nando Pintus, Franco Putzolu e tanti altri anche dall’estero, a creare un grande laboratorio in continua evoluzione.

Un paese museo, appunto, sempre aperto e disponibile, con i suoi racconti di vita quotidiana, di lavoro e delle tradizioni contadine rappresentate sui muri, e con le tante sculture che adornano le sue strade.

I murales che abbelliscono San Sperate ad oggi sono circa 300, in continua crescita e sviluppo di stili e soggetti, insieme a numerose sculture disseminate lungo le vie tra le quali è doveroso ricordare le pietre sonanti, sempre del Maestro Pinuccio Sciola, grandi blocchi di pietra geometrici ed enormi monoliti che, grazie al tocco gentile e sapiente, emettono suoni ancestrali e profondi.

Il Giardino Sonoro, il museo delle Pietre Sonore, è un’immersione nella voce delle pietre che trasmettono vita con le loro vibrazioni potenti e profonde ma allo stesso tempo melodiose e gentili.

La pietra da oggetto inanimato torna, grazie alle sapienti mani di Pinuccio, ad avere vita e bellezza; dalla pietra basaltica e calcarea scaturiscono suoni e note liberatorie della vera natura delle pietre stesse, materia stessa dell’universo dalla quale deriva.

Un museo, quello delle Pietre Sonore quindi, all’interno del Paese Museo, in un unicum di bellezza e musica che allietano i sensi andando oltre le semplici parole.

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