Sant’Elia: un “velodromo” a far da sfondo e l’idea per un “Camp Nou 2”

Al via i lavori per abbattere le gradinate del vecchio Sant’Elia e l’idea per il nuovo (o quasi) stadio

Marco Zucca
27/01/2015
News
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Cominceranno tra poche settimane i lavori per rendere più sicuro il Sant’Elia. L’abbattimento delle gradinate relative alla parte superiore delle vecchie curve e dei vecchi Distinti sarà eseguito dalla ditta “Manca Angelo eredi”. Si tratta di un intervento necessario al fine di mettere in sicurezza le vie di esodo che dalle tribune in tubi innocenti portano alla struttura principale e poi all’esterno dell’impianto.

Niente abbattimento totale del secondo anello, dunque: lo stadio apparirà quasi come un “velodromo”. Si vedrà infatti una superficie liscia a far da sfondo alla struttura mobile completata per volere di Tommaso Giulini, e col supporto, per la Curva Sud, di Sky, che qualora il Cagliari non dovesse riuscire a coprire i costi interverrà per contribuire alle spese.

Il futuro del Sant’Elia? Demolirlo sarebbe una faccenda (quasi) impossibile. Le fondazioni dello storico stadio, inaugurato nell’estate 1970, sono sedimentate sott’acqua, a grande profondità. Più probabile quindi un ammodernamento dell’impianto per renderlo più consono alle esigenze attuali.
La strada più percorribile sarebbe realizzare un “Camp Nou 2”, con una struttura a pianta ellittica che andrebbe a terminare proprio a ridosso del terreno di gioco. La pista da atletica, già inutilizzata per via delle tribune in tubi innocenti, sarebbe definitivamente eliminata. Sotto le tribune si creerebbe ampio spazio per spogliatoi adeguati, oltre a ristoranti, bar, negozi, hotel; oppure si potrebbe optare per destinare gli spazi esclusivamente allo sport. Troverebbero posto anche i parcheggi sotterranei, indispensabili.

Quanto alla copertura, potrebbe esserci un’estensione di quella già presente solo sopra la Tribuna Centrale.

Lo stadio sarebbe destinato, nella stagione estiva, anche ad ospitare grandi eventi, come concerti.

Le idee non mancano, occorre solamente metterle in pratica seguendo le strade più percorribili. Ben vengano per l’immediato i lavori di messa in sicurezza dell’impianto, ma il Cagliari necessita, al più presto, di una casa accogliente, dove porre le basi per raggiungere traguardi più importanti di una semplice, ma pur sempre preziosissima, salvezza.

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