Oggi inizia il nuovo corso rossoblù: salutato il DS Angelozzi, il Presidente Giulini ha accolto la stampa presso Sa Manifattura per presentare Pietro Accardi e Max Canzi, che torna in Sardegna per assumere il ruolo di Direttore del settore giovanile.
Ecco le loro parole:
Giulini: “Mi fa piacere essere qui con Accardi e il direttore Canzi, che mi fa strano chiamare direttore. Sapete che da anni c'è un progetto di ringiovanimento e questo + stato fatto a livello dirigenziale e di squadra, e abbiamo ottenuti buoni risultati. Vogliamo ancora migliorare, usando tutto quello che è possibile, anche la tecnologia. Accolgo il Direttore Accardi, che ha lavorato a Empoli e ha valorizzato tanti ragazzi. Do il bentornato a Canzi, che ha lavorato tanto con i giovani. Li voglio presentare insieme proprio per farvi capire quanto lavoreranno insieme. Mercato? Faccio rispondere Accardi. Ringrazio Angelozzi, la gestione di un allenatore esordiente non è facile e Pisacane ha fatto un ottima stagione, e l'esperienza di Angelozzi è stata fondamentale . Perchè ho scelto Pietro? Sono rimasto molto legato a Carli e Accardi è cresciuto con lui, poi perchè era libero in questo momento e poi, dopo l'operazione Barella, la più importante è stata quella di Vicario e abbiamo avuto modo di conoscerci in questi anni, so quanto vale come professionista. Non posso che ringraziare gli investitori per quello che stanno facendo e io non posso che ringraziarli migliorando il club, ma il mercato è solo uno degli aspetti fondamentali. Quello che davvero fa crescere una squadra è costruire una struttura; la mia responsabilità, qualora un giorno dovessero prendere la maggioranza, è lasciare un club moderno e organizzato. Sono estremamente felice di essere qui oggi, Max lo avrei già voluto in questa veste anni fa e vorrei che in questi cinque anni, che ci sia Giulini o un americano alla presidenza, la squadra crescesse in tutta la sua struttura. Pietro è qui oggi solo perchè è andata male alla Samp, altrimenti sarebbe altrove con ben altri stipendi, che il Cagliari non potrebbe permettersi. Siamo solo all'inizio del percorso e se continuiamo con coerenza penso che potremo solo migliorare, ed è quello che chiedono anche gli investitori. il mercato sarà alla ricerca “da Cagliari”, che ha fame. Parlo sempre bene dei DS e poi li licenzio? Me l'ha detto anche mia moglie… questa comunque è la prima volta che facciamo un contratto triennale con un DS. Lo stadio? Per tanti anni questo progetto è passato al vaglio di tanti, troppi enti (parliamo di quattordici/sedici) e abbiamo dovuto rivederlo: di tutto questo percorso si è parlato poco. Ora siamo arrivati alla conferenza di servizi che ha approvato il progetto e, da quando si parla di denaro, si è iniziato a parlare della questione. Ora non credo siamo lontano, si dovrebbe bandire la gara entro luglio, al massimo settembre, ed è normale che ci possano essere ritardi. In questi dieci anni ne abbiamo sprecato sei/sette per modificare il progetto. Siamo in dirittura d'arrivo, un paio di mesi di ritardo non sono nulla, è quello che è successo nei dieci anni precedenti che non è normale. La Francia ha costruito e ristrutturato gli stadi in cinque anni per gli Europei, noi siamo ancora molto in ritardo. Mi fa ridere che ragazzi di 23/24 anni siano considerati giovani, in altri paesi sarebbero già capisaldi delle squadre in cui giocano. Accardi e Carta mi stavano parlando di un 2007 inglese per la prima squadra… ormai i ragazzi stranieri di quella età sono già pronti e, grazie al lavoro dello scorso anno, siamo anche diventati appetibili per i giovani. C'è comunità di intenti, di programmare, Canzi e Accardi hanno anche già parlato con gli investitori. Sono felice di essere ancora qua, perchè veniamo da tre stagioni di crescita e quello che abbiamo fatto l'anno scorso è bellissimo. Dopo la retrocessione di qualche anno fa c'è stata anche l'idea di lasciare ma poi abbiamo deciso di rimanere in sella e proiettarci verso il futuro. Conta poco quanto rimarrò in sella, l'importante è che si facciano le cose per il bene del Cagliari e oggi ho l'impressione che stiamo andando nel verso giusto. A centrocampo siamo corti a livello quantitativo e qualitativo, quindi spero che a inizio preparazione venga rimpolpato. La Unipol è nata per resistere un paio di anni ed è ovvio che i costi di manutenzione pesino, soprattutto perchè sarà smantellata. In questi anni avremmo potuto aumentare i posti ma non sapevamo che sarebbe rimasto in piedi così tanto, altrimenti avremmo fatto da subito un impianto da 20mila posti. La speranza è che nel giro di pochi anni si possa avere una squadra femminile che partecipa alla A e la Unipol potrebbe essere lo stadio adatto, con sola la Main Stand, visto che la Roma della serie A ha sempre sui 2000 spettatori. Ancora, vorrei che crescessimo anche con la squadra Primavera, quest'anno Parma e Fiorentina sono arrivate in finale e sono due squadre senza Under23, perchè l'obiettivo della Primavera deve essere l'arrivo alla prima squadra e dobbiamo avere ragazzi pronti. Il mio ruolo nella società ancora non si sa, non ne abbiamo ancora discusso, sicuramente per l'anno prossimo il presidente sarò io. Per quanto riguarda la società tutto è anche legato alla questione stadio. Oggi siamo soci al 50%, rispetto profondamente il loro impegno e credo che anche loro rispettino il lavoro fatto in questi anni"
Accardi: “Le emozioni oggi sono infinite, io ho vissuto il Cagliari da avversario ed è sempre stato molto ostico perchè il senso di appartenenza che ti dà questo posto è molto forte e chi indossa questa maglia deve sposare questo senso di appartenenza. Ringrazio il presidente per avermi scelto. Sul mercato ho le idee chiare, ci confrontiamo tutti i giorni con il mister e vogliamo alzare il livello della squadra per essere sempre più competitivi. Le linee guida del mercato? Alcuni giocatori sono andati via per fine prestito, altri abbiamo deciso di non riscattarli, quindi dovremo coprire quei ruoli. Abbiamo come obiettivo quello di far crescere dei giovani e ho lavorato a Empoli proprio seguendo questo modello. Oggi io e Max siamo qui perchè il nostro rapporto sarà strettissimo, saremo una famiglia e lavoreremo per il bene comune. So qual è il mio percorso fino a oggi, la batosta di Genova è stata un'opportunità ed è quando cadi e rimani solo impari a crescere, questo capita a tutti noi. Io quello che ho fatto è perchè ci credevo, ho fatto delle scelte e, come sempre, se fai delle scelte hai il 50% di successo. Adesso sono qui, so che è una grande opportunità e metterò tutto me stesso. Dossena e Belotti? Non li scopro io e si sono fatti apprezzare per il loro valore. Andrea ha avuto la sfortuna di farsi male e stiamo valutando. Dossena non è nei nostri piani e stiamo valutando altri profili. Non abbiamo ricevuto offerte per nessuno dei nostri ragazzi, la nostra idea è di mantenere lo zoccolo duro e aggiungere giocatori ma i matrimoni si fanno in due, bisogna vedere se i ragazzi vogliono restare. Pisacane? Oggi più di prima l'allenatore è fondamentale perchè i ragazzi hanno bisogno di tutto e il tecnico è al centro del progetto. Abbiamo la fortuna di avere un allenatore in gamba, che si è ritagliato un spazio importante in A e sa che quest'anno il livello di difficoltà aumenterà. Nel quotidiano io non mi sostituisco all'allenatore, sarò di supporto e camminerò al suo fianco, ho molto rispetto dei ruoli. Vogliamo investire sui giovani e, per farlo abbiamo bisogno anche di giocatori esperti per aiutarli a crescere. Giocatori italiani? Siamo una delle realtà con più italiani ma come ha detto il presidente, siamo attenti a tutte le opportunità di mercato: ora possiamo prendere questo 2007 e non vogliamo farcelo scappare. Vogliamo fare una rosa giusta, non troppo numerosa, ed è quello che ci ha chiesto il mister. Dove abbiamo perso vogliamo muoverci per dare al mister una rosa completa. Luvumbo? Abbiamo due richieste, all'estero e in Italia, le stiamo valutando. Prati tornerà, è stato un investimento e durante il ritiro vedremo se rimarrà, dipende molto anche da lui. Con il mister ho un rapporto quotidiano e ho voluto conoscere più persone possibili, capire i loro pensieri… ci confrontiamo e ci sentiamo ogni giorno, abbiamo le idee chiare perchè non vogliamo sbagliare le caratteristiche dei giocatori".
Canzi: “Sono molto emozionato, devo ringraziare il presidente per avermi dato questa opportunità e per aver scelto questo ruolo per me. Sono tornato a casa e chi ha lavorato con me in questi anni sa quanto volessi ritornare qui. Mi è stata data questa opportunità e ho capito che adesso questa è la mia strada. Il Cambio di ruolo non è stato semplice, ho dovuto rifletterci, faccio l'allenatore da 41 anni ma credo che questa opportunità sia arrivata la momento giusto, lavorerò per migliorare ancora ciò che di grande è già stato fatto in questi anni. Mi mancherà il campo ma posso mettere a disposizione la mia esperienza. Chi me l'ha fatto fare ad accettare? Io sono un innamorato dello sport e il fatto di fare questo salto qua è importante. L'obiettivo delle nostre giovanili sarà preparare i ragazzi per la propria prima squadra, ed è quello che è successo l'anno scorso, anche se Pisacane conosceva già i ragazzi per averci lavorato. Dovremo anche rendere appetibili a tutti le giovanili del Cagliari e la Primavera. L'obiettivo primario è la costruzione di uomini e calciatori ma bisogna anche cercare di avvicinarsi all'obiettivo dei risultati… man mano che ci si avvicina alla prima squadra i risultati devono sempre diventare più importanti. Le retrocessioni? Le hanno introdotte e dobbiamo farci i conti. Far giocare i ventenni in Primavera è negativo? Dipende, secondo me ci sono profili che magari ne hanno più bisogno di altri, quindi secondo me bisogna valutare caso per caso. L'obiettivo è quello di sviluppare ulteriormente il settore femminile e credo che sia anche uno dei motivi per cui sono stato scelto. Il settore giovanile in cui arrivo è di altissimo livello, dobbiamo continuare su quella linea per farlo diventare sempre più moderno e con una linea identitaria e per questo bisogna costruire una squadra di allenatori coerente. Quando ero alla guida della Primavera siamo arrivati a quel campionato meraviglioso nell'anno del Covid: lo scudetto assegnato all'Atalanta ancora non l'ho digerito. Dei miei anni la Juve mi porto dietro tanta esperienza e il lavoro in una grande azienda. Ho lavorato anche a contatto con le giovanili maschili e ho potuto apprezzare la grande cura dei dettagli".