Cagliari, perché quella contro il Venezia non è una gara come le altre

Non si può più sbagliare: per situazione di classifica e gioco bisogna svoltare

Michelangelo Corrias
29/09/2021
Approfondimenti
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Contro il Venezia non si può sbagliare. Il Cagliari ha già iniziato male questo campionato perdendo 4 partite su 6 e pareggiando le altre 2. È chiaro che quello contro i veneti sarà il primo spartiacque della stagione. La squadra di Zanetti è a 4 punti, a +2 dai rossoblu, gioca bene e non ha paura di nessuno.

I sardi hanno già buttato il primo scontro salvezza, quello con l'Empoli, una gara apatica che può pesare a lungo andare, nonostante siamo solo all'inizio e la strada è ancora tanta. Ma venerdì sera chiedere i tre punti è doveroso, Mazzarri lo sa, servirà un Cagliari nettamente diverso da quello visto negli ultimi due match.

Non si potrà speculare sull'avversario, bisogna prendere subito il controllo del match e fare la partita, non si può assolutamente attendere. Difficile vedere quindi il 4-5-1 anacronistico sceso in campo al Maradona, ma un 4-4-2 elastico sarà molto più probabile. 

Il grande interrogativo in attacco sarà quello tra Keita e Pavoletti. Quest'ultimo non sta vedendo quasi mai il campo in questo inizio di stagione, l'attaccante arrivato dal Monaco ha preso il suo posto nelle gerarchie, ma un Pavoletti dal primo minuto e invece un Keita a partita in corso non sarebbe una cattiva idea.

Ma le vere valutazioni vanno fatte in difesa. Il problema cronico del Cagliari da diversi anni a questa parte è la sua retroguardia, che nelle prime 6 gare di campionato non è ancora riuscita a tenere la porta inviolata. Non sarà semplice neanche contro il Venezia, una squadra che finora ha segnato 4 gol, il peggior attacco insieme a quello della Salernitana, ma che sa come arrivare in area di rigore con la palla.

Una vittoria prima o poi dovrà arrivare ma il fatto che dopo Spezia, Genoa ed Empoli non si siano ancora fatti 3 punti fa pensare, e non poco. Quella contro il Venezia deve essere la gara della svolta per riprendere il cammino, al settimo tentativo bisogna andare in porto.

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