Cagliari, pregi e difetti della gara contro la Sampdoria

L'analisi di cosa è andato e cosa invece no nel match vinto 2-0 alla Sardegna Arena

Michelangelo Corrias
08/11/2020
Approfondimenti
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I tre punti sono tornati: il Cagliari ha superato lo scoglio Sampdoria e adesso potrà ricaricare le pila con tranquillità durante la sosta. La gara contro i blucerchiati ha mostrato una squadra a due facce, prima e dopo i due episodi chiave del match: l'espulsione di Augello e il rigore trasformato da Joao Pedro a inizio ripresa. Analizziamo cosa è andato e cosa invece no nei 90' della Sardegna Arena.

Pregi - I rossoblu hanno avuto il merito di sfruttare le occasioni a loro favore: prima approfittando del rosso per il fallo da ultimo uomo su Nandez lanciato in porta, poi con il piazzato dagli undici metri di JP10. Gli episodi vanno costruiti, e i sardi ci sono riusciti, facendo leva sugli errori avversari. Di Francesco poi ha saputo correggere la gara in corsa: il cambio di Sottil per un impalpabile Marin ha fatto la differenza, più Rog spostato in mediana, con il risultato di un Cagliari iper offensivo.

Da sottolineare l'approccio aggressivo, a differenza delle altre prestazioni in cui i rossoblu entravano in campo troppo morbidi.

La performance di Ounas è stata convincente, gli è mancata solo la rete. Dall'altra parte Sottil ha dimostrato che difficilmente si può rinunciare a uno come lui, mentre Joao Pedro continua a segnare, raggiungendo Simeone: ora sono 10 centri in due, 5 a testa. E poi Nandez, che è il solito rullo compressore: stavolta ha trovato anche il gol, e che gol.

La notizia migliore arriva però dalla difesa: è la prima gara di questa stagione in cui Cragno non deve raccogliere il pallone dalla sua porta: con l'uomo in più tutto è più facile, è vero, ma forse qualche settimana fa il Cagliari ne avrebbe preso uno anche in superiorità numerica.

Difetti - Da cancellare il Cagliari del primo tempo, dove, a parte l'occasione di Joao Pedro che becca l'incrocio dei pali di testa, è stato messo sotto scacco dalla Samp, che ha tenuto il pallino del gioco, pur non tirando in porta. Una manovra lenta, prevedibile, talvolta confusionaria, viziata da troppi errori tecnici.

Marin non ha convinto, si è limitato a fare il compitino senza provare ad alzare il ritmo. Rog da esterno alto non è stata la mossa giusta, ha azzeccato poco e niente, molto meglio come play basso.

Quando invece si è andati sopra di due, non si è riusciti a chiudere il match, sprecando un paio di ripartenze importanti, con i singoli che non hanno fatto la scelta giusta. In parità numerica certe leggerezze si sarebbero potute pagare, anche perché la Samp non si è mai arresa.

Ma alla fine la si è portata a casa, per ora conta questo, con la consapevolezza però che c'è tanta strada da fare e che dopo la sosta arriva la Juve, non una qualunque. E lì non saranno ammessi sprechi.

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