Dicono che se riesci ad essere freddo dagli undici metri, allora sei un giocatore perfetto. A Cagliari qualcuno quasi si vergogna a pronunciare simili frasi. Sta di fatto che due suoi tiri dagli undici metri hanno fruttato, nelle ultime due giornate, 4 punti. E sarebbero potuti essere addirittura 6, non fosse per il pari di Immobile all'ultmo secondo.
Proprio quel maledetto rigore, che fino alla partita pareggiata contro la Lazio alla Sardegna Arena era divenuto un autentico spauracchio, ora non viene visto più come un’invalicabile montagna. Merito sicuramente di un talento cristallino di 21 anni. Uno che non ha certo avuto paura di prendere il pallone, guardare in faccia il portiere avversario e batterlo con una serenità che poco si confà a un giovane della sua età.
Sarà la spensieratezza, sarà la personalità, sarà la cattiveria di chi quei preziosi punti per la salvezza vuole portarli a casa, a tutti i costi. Nicolò Barella nelle gare contro Lazio e Benevento ha dimostrato di avere tutte queste caratteristiche. In Campania è stato l’ultimo a mollare, ha preso per mano la squadra e l’ha guidata verso una rimonta che ha avuto dell’incredibile. Prendendosi grosse responsabilità e lasciandosi andare, dopo aver regalato tre impensabili punti ai rossoblù, e comprendendo di aver forse ottenuto troppo da ciò che si avrebbe meritato, a un sincero abbraccio col tecnico Lopez.
Essere un giocatore perfetto? Meglio volare basso, e questo Barella lo sa bene. Ma le premesse, per colui che nelle ultime due domeniche si è scoperto il nuovo implacabile rigorista dei sardi, ci sono tutte.