45 anni per l'ex rossoblù Dario Silva. Lo ricoda il suo compagno d'attacco, Muzzi:
"Schizzava da una parte all'altra del campo ed era talmente veloce che non riuscivi a capire cosa avesse in mente".
"Per i difensori era un tormento - racconta Muzzi ai microfoni di gianlucadimarziocom - perché non solo li disorientava, ma non mollava un centimetro. Pressava tutti, rincorreva ogni palla, si appiccicava agli avversari come una "zecca": ecco perché era soprannominato "Sa Pibinca". Tecnicamente non era granché, però ci metteva il cuore e faceva dei gol in acrobazia incredibili: ho visto pochi giocatori così coordinati. Poi di testa era fortissimo, sospensione degna del miglior Lebron James. Sbagliava gol facilissimi e poi ti stupiva con una rovesciata o una sforbiciata sotto l'incrocio: ricordi la girata contro la Roma?".
L'ultimo anno insieme, in ballo una scommessa
"Eravamo retrocessi e il presidente Cellino, per stimolarci, mise in palio un premio: 'Chi segna più gol si prende la mia Porsche'. Quell'anno Dario mi diede filo da torcere, mise dentro 13 gol: alla fine la spuntai io con 17".