C’è un giocatore che quando indossa la maglia della nazionale pare trasformarsi: è Mauricio Isla. È anche grazie alle sue sgroppate lungo la fascia destra e ai cross ben calibrati se il Cile, Campione d’America in carica, si giocherà contro la Germania la finale della Confederations Cup.
Il laterale, con i propri colori, riesce ad esprimere tutto il suo potenziale, in virtù di un modulo di gioco che ne esalta le capacità: la difesa a 5 del ct Pizzi, mentre gli anni passati l’ex tecnico Sampaoli (ora ct dell’Argentina) proponeva la retroguardia a 3, spostando Isla sulla linea mediana. Schierato come esterno, il ragazzo ha la possibilità di percorrere la corsia di destra con continuità, utilizzando l’attacco come arma di difesa principale.
A Cagliari, squadra di appartenenza del giocatore, in sporadiche occasioni lo scorso campionato è stato proposto questo sistema, con Rastelli che ha preferito l’usato sicuro e il 4-3-1-2, rigirandolo di volta in volta nella veste più consona e sviluppando il gioco poco sugli esterni ma in verticale. Proprio la difesa a 4 penalizza il cileno, costretto a fare movimenti che non sono nel suo dna e spesso bloccato nelle ripartenze.
Obiettivo per la prossima stagione sarà sfruttare tutto il potenziale del buon Mauricio, adattando il sistema di gioco in base (anche) alle sue caratteristiche: gli attaccanti già pregustano i suoi cross.