07/06/2018, 15:31 | Di Alexandra Atzori (inviata) | Categoria: Live

Maran: "Non sono un difensivista: possiamo toglierci belle soddisfazioni". Carli: "Maran scelta condivisa: nessun disaccordo con il Presidente"

Il tecnico: "Qui per conquistare la stima dei tifosi". Il Ds: "Obiettivo tenere i giocatori di prospettiva"

Rolando Maran è ufficialmente il nuovo allenatore del Cagliari. Alle 16:00, conferenza stampa di presentazione alla Sardegna Arena.

Vi racconteremo il tutto grazie alla nostra invaiata Alexandra Atzori.

Amici sportivi buon pomeriggio da Alexandra Atzori e da tutta la redazione di Blog Cagliari Calcio 1920. Alle 16:00 avrà inizio alla Sardegna Arena la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del Cagliari Rolando Maran.

Restate con noi!

Con Maran dovrebbe esserci il presidente Giulini, vedremo se sarà presente anche il ds Carli.

Eccoci, Maran è accompagnato dal direttore sportivo Carli, non c'è il presidente Giulini.

Carli

Siamo contenti di presentarvi il mister, siamo strafelici. Oggi inizia la nuova stagione, anche se non abbiamo ancora avuto modo di parlare della questione tecnica. Sono convinto che rimarrà con noi a lungo e che farà un ottimo lavoro. Benvenuto Rolando!

È stata una stagione difficile e abbiamo fatto un bel finale, quindi lasciare Diego é stato difficile, e a lui e al suo staff vanno i nostri ringraziamenti. Mi é dispiaciuto sentire di disaccordi con il presidente sui vari allenatori, se no non sarei qui a presentare Maran. Lui é un allenatore forte, che sa lavorare a testa bassa, sa far giocare la squadra ma sa anche guadagnare la pagnotta se c'é da faticare. Abbiamo scelto Rolando sia per i giocatori che vogliamo che per la squadra che vogliamo costruire. La scelta di Maran é di tutta la società e il presidente mi ha lasciato la libertà di fare le mie valutazioni e scegliere. Lui ha parlato con altre società e io con altri allenatori, poi abbiamo scelto. E se lo abbiamo scelto ê perché riteniamo che possa fare un calcio propositivo. Poi sta a noi mettergli a disposizione una squadra degna.

Il nostro obiettivo è tenere i giocatori di prospettiva perchè vorremmo che diventassero il simbolo della nostra squadra. Non voglio dire quali sono gli obiettivi. Sicuramente dobbiamo mantenere la categoria ma questo non vuol dire non sognare. Con il mister ci siamo già confrontati in linea di massima, ma oggi é il primo giorno che siamo insieme. Sicuramente vogliamo tenere i giocatori di prospettiva e prendere qualche altro che possano aiutarci.

Non voglio essere positivo per forza ma sono nel posto dove voglio essere e ho una società che mi permette di lavorare. La scorsa stagione ci deve far capire che dobbiamo migliorare. Il primo giocatore che deve dare di più è Joao, ma secondo me anche molti dei ragazzi che ci sono già possono e devono dare di più. Noi abbiamo responsabilità ma anche voi che tre anni fa avete trattato Maran come un eroe dopo il nono posto e anzichè andare in una grande ha deciso di stare a Verona perché era legato alla società e li ha salvati due anni. Noi sappiamo che Rolando è bravo e dobbiamo mettergli a disposizione una buona squadra, quindi  ora alemno cerchiamo di partire in maniera positiva. Poi se ci sarà da incazzarsi, incazzatevi.

Non possiamo negare la trattativa con Srna, pensiamo che possa darci personalità e concordiamo con Maran che può darci una mano, parliamo di un ragazzo che ha tanta esperienza e professionalità. A lui Cagliari è piaciuta tanto ma deve pensarci, anche perché deve tenere conto di tante cose. Nel giro di 3/4 giorni comunque sapremo qualcosa.

Maran

Buongiorno a tutti. Sono felice di essere qua, devo ringraziare il presidente e il direttore per avermi scelto. Era tanto che non mi emozionavo e lo sono davvero perchè so cosa significa allenare questa squadra, l'ho capito. Quello che ho respirato incontrando la dirigenza e venendo qua a giocare per tanti anni mi ha colpito davvero tanto. La visita di oggi ha confermato quanto già immaginavo. Se sono qua é perché ho voglia di mettermi a disposizione di questa squadra e questa società, sono qua per conquistarmi la fiducia di questa regione e di tutta la gente di quest'isola.

Essere qui é un notivo di orgoglio perchè so cosa significa questa squadra per la Sardegna, per questo prima parlavo di guadagnarmi la stima di questi tifosi. Sento di assomigliare come carattere ai sardi, perché mi piace lavorare e guadagnarmi la stima solo in virtù di ciò che faccio. Il mio nome è stato spesso accostato ai sardi ma questa è la prima volta che la scelta riguardava solo me e non anche terze parti. Perciò sono felice di aver fatto questa scelta.

È il progetto e la voglia di crescere insieme e migliorare che mi ha spinto a dire di sì. Anche io voglio migliorare e mettermi a servizio di una squadra che vuole crescere. Posso agire a 360 gradi con Marcello e voglio che la squadra si riconosca nel lavoro. Credo si possa fare tanto e prenderci delle belle soddisfazioni.

A Catania ho fatto il record di punti arrivando ottavi e con il Chievo sono arrivato nono. Sono convinto che la squadra debba essere propositiva e deve crescere anche attraverso le sconfitte, che ovviamente prima o poi arriveranno. Dobbiamo essere artefici del nostro destino attraverso il lavoro, dobbiamo cercare di andare oltre i nostri limiti e pensare sempre di essere più bravi degli altri. Io ci metto la mia professionalità ma gli artefici del gioco sono i giocatori, al di la dei nomi. Dormo sonni tranquilli, nutro fiducia nella società.

Io sogno una squadra intorno a Barella perché é un giocatore di prospettiva. Io difensivista? È bello far parlare il campo, io so che gli addetti ai lavori sanno che ho un'altra mentalità. Poi io lavoro e solo così mi guadagno la stima. Venedo qui ho visto pezzi di storia del Cagliari, come Riva o Conti. Oggi ho conosciuto Conti e spero di conoscere presto Riva. Oggi sono solo contento di essere qui, era tanto che volevo venire.

Con Carli ci siamo confrontati, dobbiamo sviluppare le idee e portarle avanti. Sicuramente la squadra deve essere attiva e non deve subire la partita. Sicuramente dovremo tentarle tutte e se perderemo sarâ solo perché gli altri saranno più bravi e saremo a posto con la nostra coscienza. Altrimenti non si potrà crescere, cosa che invece dobbiamo fare. Non ci ho messo niente a decidere di venire qui, ero già convinto appena ho parlato con Carli e Giulini, l'unico ostacolo era l'impegno con il Chievo.

Castro non é un mio giocatore e mi viene difficile parlarne. Preferisco parlare dei giocatori che sono miei, come Pavoletti, Farias, Sau e che sono giocatori forti. Sicuramente dovremo migliorare la squadra ma sono convinto che abbiamo una buonissima base da cui partire.

Il Cagliati dell'anno scorso? A me darebbe fastidio se giudicassero il mio lavoro, quindi per rispetto a rastelli e lopez preferisco non rispondere. Con la società ho parlato qualche giorno dopo la fine del campionato.

Una sala stampa così piena fa piacere e la passione è una buona cosa, mi ricorda Catania e mi fa venire voglia di iniziare a lavorare.

Parlare con Conti mi ha confermato diverse cose e sentire da lui certe cose, da una bandiera, ha avuto un certo peso.
Io devo essere me stesso e portare avanti le cose in cui credo. I giocatori hanno voglia di crescere anche attraverso il proprio allenatore, é cosí dappertutto. Sono convinto che attraverso il lavoro, la serietà e lo spirito di sacrificio, su cui fondo tutto il mio lavoro, sono sicuro che arriveremo ad un buon risultato finale e se non ci fossero questi presupposti non avrei scelto di venire.

Credo che le cose non accadano mai per caso, quindi ben venga l'esonero dal Chievo se mi puó dare piú carica. Sono ancora incazzato. Sono risalite squadre blasonate ma non voglio parlare di questo, al di la delle squadre che ci saranno il prissimo campionato noi dovremo essere bravi a fare le cose che dobbiamo, non dobbiamo avere paura di niente. L'unica cosa ê che non dobbiamo uscire dal campo senza aver dato tutto.

Prima di venire qui ho parlato con qualcuno che é stato qui, come Legrottaglie, ma non ce n'era bisogno, bastava parlare con i tifosi del Cagliari per capirlo. Ho avuto modo di allenare nell'altra isola e so cosa significa una squadra per i propri tifosi e spero di dimostrarvelo con i fatti. L'entusiasmo per me è il massimo e spero di avervelo dimostrato. Ricordo bene la gara qui che poi ha decretato il mio esonero, ma é il calcio.

Alexandra Atzori (inviata)

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