09/11/2018, 08:00 | Di Fabio Loi | Categoria: La Lavagna Tattica

La lavagna tattica: Spal-Cagliari

Dodicesimo atto della Serie A 2018-2019. Allo stadio Paolo Mazza, match tra spallini e rossoblu. Duello in panchina tra Semplici e Maran

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Dopo la sconfitta esterna contro la Juventus, il Cagliari vuole riprendere il suo percorso di consolidamento nella classifica della Serie A 2018-2019.

L’avversario dei sardi guidati da Rolando Maran, che giocheranno in trasferta allo stadio Paolo Mazza, sarà la Spal di Leonardo Semplici.

Gli spallini sono reduci dalla sconfitta esterna per 4-1 contro la Lazio, mentre i rossoblu hanno perso 3-1 in casa della Juventus.

Vediamo quali sono le due filosofie tattiche dei due allenatori in vista della partita in programma sabato alle ore 18.00.

Il 3-5-2 di Semplici: per la Spal il periodo è alquanto delicato (3 punti nelle ultime 7 partite di campionato), ma il tecnico Leonardo Semplici non sembra essere intenzionato a mollare la propria filosofia tattica, proseguendo sulla strada del 3-5-2.

Com’è noto, in tale schieramento ricoprono un ruolo fondamentale i laterali di centrocampo o esterni (Lazzari e Costa): il loro contributo deve essere costante in entrambe le fasi di gioco (difensiva e offensiva).

Davanti al portiere (Milinkovic Savic), è presente una retroguardia che si compone di 3 elementi: nel nostro caso, si tratta di un trio (Vicari-Djourou-Felipe) formato da centrali difensivi puri.

I due ai lati (Vicari e Felipe) sono addetti alla marcatura ad uomo, mentre il perno (Djourou) ha il compito di agire da libero (andando a chiudere la diagonale).

In mezzo al campo, il fulcro del gioco è rappresentato da un centrocampista con capacità tecniche e di impostazione (Schiattarella), accompagnato da due interni o mezzali dalle caratteristiche diverse: uno con compiti di inserimento (Missiroli) e uno capace di dare fosforo e alternative nella costruzione del gioco spallino (Valdifiori).

In avanti, con il 3-5-2, generalmente le punte (Antenucci e Petagna) si dispongono in linea l’una accanto all’altra, ma Semplici può avere a disposizione anche la variante della disposizione offensiva in verticale, con Antenucci nel ruolo di rifinitore alle spalle del centravanti (Petagna) e trasformando il 3-5-2 nella sua evoluzione più diretta, ovvero il 3-5-1-1.

Il 4-4-2 diamond di Maran: In casa Cagliari sono due gli obiettivi primari per proseguire al meglio la stagione: continuare a progredire e fare quanti più punti possibili. Così come per Semplici, anche Maran non rinuncia alle sue idee tattiche e, in vista del match con la Spal, riproporrà il suo 4-1-2-1-2 (o 4-4-2 diamond).

In origine, questo sistema di gioco era nato come un 4-4-2 reinventato, con 4 difensori in linea, 1 centrocampista a smistare il gioco davanti alla retroguardia, 2 esterni sulle corsie laterali, 1 trequartista e 2 punte (in fase difensiva si tornava al classico 4-4-2 in linea), ma ad oggi questa disposizione è in disuso.

Entrando di più nello specifico, il 4-1-2-1-2 può essere visto come un 4-4-2 reinventato con il centrocampo schierato a diamante. I vertici del diamante sono formati da due giocatori dalle caratteristiche differenti: uno in posizione bassa (o più semplicemente davanti alla difesa), capace di impostare l’azione e di smistare velocemente il pallone (Cigarini) e uno in posizione alta (Castro), libero di svariare su tutto il fronte offensivo.

Nei vertici laterali della mediana, si suole utilizzare giocatori che sono più propensi a difendere, tuttavia Maran preferisce schierare due elementi (Ionita e Barella) che sappiano effettuare entrambe le fasi di gioco.

La disposizione a diamante permette di avere superiorità numerica centralmente e in difesa, lasciando – come detto in precedenza – relativa libertà al trequartista (Castro) di agire tra le linee.

Davanti al portiere (Cragno), vengono schierati 4 difensori: i 2 laterali – uno a destra (Srna o Faragò) e uno a  sinistra (Padoin) – hanno compiti di spinta ma anche di copertura preventiva quando il pallone è in possesso degli avversari.

Sui centrali, il discorso è più ampio. Generalmente, nel 4-1-2-1-2 vengono utilizzati due difensori forti fisicamente, capaci di contrastare gli avanti avversari nel gioco aereo e di mantenere la posizione. Tuttavia la scelta strategica può cambiare a seconda del tipo di partita da affrontare.

In particolare, per il match esterno con la Spal, ecco quali tipo di possibilità ci sono per mister Maran nel comporre la coppia di centrali difensivi.

I Caso – Stopper + Marcatore Preventivo: la prima soluzione a disposizione dell’allenatore del Cagliari è quella utilizzata più volte nel corso delle ultime uscite di campionato.

Si tratta di schierare un giocatore fisico ma che sappia impostare (Ceppitelli o Romagna) e rilanciare l’azione (laddove il play sia impossibilitato poiché marcato stretto da uno dei due attaccanti avversari), affiancato da un marcatore preventivo (Pisacane) che, a differenza del compagno di reparto, ha più agilità e al quale viene generalmente affidato il compito di prendere in consegna il giocatore offensivo più tecnico (nel caso della Spal sarebbe Antenucci).

Con questa scelta, Maran si affida ad un tandem che permette non solo di avere un’alternativa valida e di qualità nel creare gioco ma anche di imbastire azioni di rimessa attraverso il rapido recupero della sfera.

II Caso -  Il doppio Stopper: l’alternativa per Rolando Maran è quella di affidarsi a due stopper puri che abbinino – come dice il 4-1-2-1-2 (o 4-4-2 a rombo) nei suoi dettami fondamentali – fisicità e senso della posizione.

In questo caso, l’allenatore del Cagliari può decidere di schierare un tandem del tutto inedito, puntando su Ceppitelli (o Romagna) affiancato da un altro difensore di pari caratteristiche (Andreolli).

La scelta del doppio stopper mantiene un certo equilibrio sulle marcature singole, ma nell’uno contro uno sul lungo può creare dei pericoli importanti, ragion per cui, se si dovesse optare per questo tipo di soluzione, saranno decisivi i contro movimenti dei difensori a cercare di tamponare le ripartenze degli avanti avversari.

Fabio Loi

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