04/08/2019, 15:00 | Di Luca Neri | Categoria: L'Editoriale

La scelta di Radja Nainggolan: uno schiaffo al calcio moderno

La mossa di cuore del centrocampista belga ci riconcilia con il mondo del pallone

2019
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Si è presentato con lo zaino in spalla e il cappellino con visiera all’indietro, varcando la girevole degli arrivi in aeroporto come l’arco di trionfo appena messo su da un popolo in ginocchio. Attorno a lui la folla adorante immortalava il momento tra smartphone e condivisioni a mezzo social. Roba da calcio moderno, ma con un retrogusto vintage che gridava al neo-romanticismo.

Un contrasto forte, un ossimoro con le sciarpe rossoblù, quasi surreale; un po’ come quella voce di mezza estate, quando in pieno luglio qualcuno sussurrò l’insussurrabile: “Radja torna”. Da quell’istante tante orecchie si son rivolte verso Milano, quasi a voler captare ogni segnale, ogni suggestione che potesse rendere un po’ meno fantascientifico il sogno cullato da anni dal popolo sardo, il ritorno del guerriero belga.

Ma a volte Godot arriva, eccome se arriva, con tempistiche e modalità che, almeno per qualche mese, ci riconciliano col calcio 2.0. Nell’estate in cui De Rossi preferisce il ruido della Bombonera a petroldollari e surrogati, in quella in cui Buffon sceglie il ritorno da riserva alla Juventus, Nainggolan ritocca le sacre sponde di Cagliari. Lo fa perché c’è ancora spazio per le sfumature laddove vige il monocolore, lo fa perché il mondo del pallone per poeti esiste ancora, lo fa anche (o forse soprattutto) per la sua Claudia.
Nei prossimi mesi anche Claudia Lai in Nainggolan sarà chiamata a indossare la bandana del ninja e combattere duramente: la scelta di Radja le consentirà di farlo con la famiglia vicino, a casa.

Il tutto avviene nell’anno del centenario, quando i sardi andavano alla ricerca  dell’eroe smarrito con la partenza di Barella. Forse si sarebbero accontentati anche di meno, ma col passare delle ore il sogno è diventato idea, sino a percorrere il rapido cammino che dalla suggestione conduce alla speranza. Il domino infernale del passaparola da calciomercato ha travolto l’isola, e quell’orecchio rivolto a Milano ha iniziato a fischiare forte. In poche ore a Cagliari si è smesso di parlare dell’ossessione Nandez per accarezzare, senza assoluto bisogno di giornali, una notizia un po’ originale.

Il popolo sardo riabbraccia Radja senza che il belga abbia sposato un preciso progetto tecnico,  lo riaccoglie non badando nemmeno al campione che è.

Succede semplicemente che Nainggolan compia una scelta di cuore.  E ce n’era tanto bisogno.

Luca Neri

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