27/05/2019, 08:48 | Di Luca Neri | Categoria: L'Editoriale

L'illusione e l'amara verità

L'analisi del match contro l'Udinese

foto: corrieredellosport
foto: corrieredellosport

Errori di calcolo, di valutazione. Previsioni sbagliate, traiettorie battezzata male, parabole tracciate grossolanamente; quella del cross sbilenco del geyser-man Halfredsson, quella di un Cagliari catalogato nella parte sinistra troppo in fretta. La salvezza conquistata con largo anticipo aveva illuso, generando l'immediata sensazione-proiezione di una squadra in grado di sfondare quota 50.

L'amara verità, oggi, pare nascosta nelle pieghe di un calendario che aveva "risparmiato" (almeno sino al raggiungimento degli agognati quaranta punti) Roma, Napoli e Lazio. Una serie di incroci più soft avevano consentito al Cagliari di sollevare il piede dell'acceleratore già in aprile, ma forse il calcolo era viziato da quel restante trittico ancora da affrontare.

In questo modo si è sviluppata la montagna russa delle emozioni rossoblù, quella di un ambiente sù di giri dopo il Frosinone e depresso alla trentottesima. In mezzo il rinnovo di Maran, ritenuto da tanti frettoloso e condizionato da un'euforia contagiosa. Starebbe proprio nella firma sul contratto del tecnico il principale motivo di malcontento della tifoseria: colpa di un amore mai sbocciato tra una piazza esigente e un allenatore che oggettivamente non ruba l'occhio. Ci sarebbero tante analisi da fare a riguardo, su quanto possa essere complicato far combaciare esigenze di risultato e richieste estetiche, ma non è semplice farlo nel momento storico in cui l'Atalanta si prende l'Europa a suon di gol.

Tuttavia chi vorrebbe un po' più di movimento rischia di essere accontentato quest'estate. Il Cagliari potrebbe andare incontro ad un grosso rimescolamento, a maggior ragione se quella di ieri fosse stata l'ultima sotto le insegne del ragazzo cresciuto nella Gigi Riva. Ad oggi non è facile ipotizzare una permanenza di Nicolò Barella, ma le probabilità di conferma si aggirano attorno al 30-35%: difficile ma non impossibile. È pur vero che le cifre che girano risultano un tantino esagerate e verosimilmente, qualora il 18 salutasse, lo farebbe per qualcosa come 30-35 milioni e un paio di giovani, nemmeno a titolo definitivo. Chi si aspetta il sessantello rischia la delusione grossa. Paradossalmente potrebbe risultare più importante tenere Cragno: a centrocampo il Cagliari, agendo con intelligenza, potrebbe tirare fuori qualche elemento di qualità (oltre ad una corposa plusvalenza che potrebbe invogliare ad un investimento importante). Il portiere sembra essere irreplicabile (ma se proprio lo si deve cambiare, si dia uno sguardo a Dragowski).

Da domani ci si tiene forte, iniziando a costruire la salvezza (e magari qualcosa in più) per il campionato 2019-20. Che è già iniziato. 

Luca Neri

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