06/12/2018, 08:45 | Di Luca Neri | Categoria: L'Editoriale

Dal Pordenone ad oggi: Cagliari, dopo un anno è tutta un'altra musica

L'analisi del match contro il Chievo

foto: calciomercato.com
foto: calciomercato.com

Il tempo porta via gli eventi e ghiaccia i ricordi, arresta la storia e la butta su un foglio, cristallizzandola per oggi, per domani, per sempre. In un anno son cambiati alcuni giocatori: qualcuno ha fatto le valigie, svuotando armadietti che son stati riempiti da nuove forze.

L’allenatore non è più lo stesso e pure l’umore della piazza è mutato profondamente. Soprattutto, a questo esatto punto della competizione, il Cagliari veniva sbattuto fuori dal Pordenone (mica il Real Madrid) con un’umiliazione il cui eco ancora risuona nei pressi della Sardegna Arena. Ad un anno di distanza i rossoblù hanno dimostrato in modo deciso che qualcosa sta cambiando, battendo una pari categoria a domicilio e senza nemmeno sudare troppe camicie.

Maran avrebbe varato volentieri un turnover ancora più robusto, ma la signora sfortuna si è  portata dietro tanti uomini da rendere gli incastri pressoché obbligati.

Eppure le risposte migliori son arrivate principalmente dai meno utilizzati: Rafael ha rassicurato tutti, dando prova esemplare di quanto siano buone le mani in cui la squadra si ritroverebbe in assenza di Cragno. Parate plastiche, sicurezza tra i pali e carisma nel governare la difesa: il brasiliano è tutto meno che un secondo, un lusso da caviale e champagne per una “piccola” come il Cagliari.

Pajac non ha sfigurato all’esordio: c’era tanta curiosità, un po’ come sempre avviene quando si parla di un volto nuovo. Il laterale croato ha informato Maran che della presenza di una nuova carta da lanciare in caso di necessità. Di questi tempi, con diversi problemi numerici, può fare più che comodo, magari col dirottamento in avanti di Padoin, da mezzala.

Per concludere Cerri, che dopo tanto silenzio ha finalmente risposto in modo univoco all’appello, con un “presente” forte e chiaro. Il gigante ex Parma ha sempre offerto un grosso contributo in termini di sacrificio, ma ancora era mancato l’acuto del killer, la giocata che riempisse l’occhio di chi bada anche al sodo oltre che al filosofeggiante. Ieri sera non ci ha messo tanto a dire la sua, con un centro da centravanti purissimo: fisico tra palla e difensore, piede morbido e rete gonfia, un gol sottovalutato per difficoltà e fondamentali.

Non è ancora chiaro quante energie voglia effettivamente profondere Maran in questa Coppa, ma l’assaggio è stato tutto meno che quello di chi vuole snobbare la competizione. Diverse le seconde linee in campo, vero, ma nel limite del possibile il tecnico non ha voluto esagerare: nessun primavera lanciato nella mischia e, quando la partita sembrava complicarsi, il mister ha buttato dentro pure Joao Pedro.

La vittoria sicuramente dà morale, aiuta a non calare l’attenzione in vista del campionato e rafforza le certezze. Perché se ieri rossoblù e Chievo sembravano di due categorie diverse, forse questo Cagliari tanto male non è.

Luca Neri

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