02/10/2017, 08:35 | Di Luca Neri | Categoria: L'Editoriale

Cagliari-Rastelli, butta la palla e prega

L'analisi del match contro il Napoli

Un dato statistico, silenzioso come i numeri sanno essere, chiassoso nella sua eloquenza: nei primi venti minuti di gioco, durante i quali il leit motiv della gara era stato un possesso palla con percentuali bulgare per il Napoli, gli azzurri avevano effettuato due lanci lunghi contro i dodici, leggasi dodici, del Cagliari.

Troppo facile estrapolare le conclusioni, troppo semplice trovare il corollario di un teorema già perfetto di suo: rossoblù senza idee, senza logica, con la disperazione come unica forza. Butta la palla e prega. Ma Borriello non c'è più e Pavoletti, per quanto ci possa dispiacere, non è il suo alter ego.

Dall'altra parte il Napoli, la squadra in cui il concetto prende forma, l'Iperuranio calcistico dove anche due difensori come Ghoulam e Koulibaly possono vivere ogni domenica i loro quindici minuti di gloria, per dirla alla Andy Warhol: due gol a testa sin qui, perché all'ombra del Vesuvio ci si diverte e si segna, perché da quelle parti si pensa a come giocare e si gioca come si pensa.

Inevitabile la sconfitta dunque, inevitabile il cappotto, ampiamente evitabile la sana rassegnazione che si respira nell'aria, quella in cui prendere tre babà a casa dei rivali di sempre sembra quasi accettabile, come fosse un buon patteggiamento.

All'atto di contemplare gli dei partenopei, l'agnello sacrificato sull'altare è stato Romagna, trascurato sino ad oggi e scaraventato (non lanciato) in campo nel giorno più difficile. Vai e marca Mertens, vai e prendile, traducendo. Domanda pare lecita: in questo modo non si rischia di bruciare un talento?

Non si è bruciato Barella, la cui convocazione in Nazionale maggiore è parsa il velo di Maya per coprire ogni dolore rossoblù. La chiamata di Ventura è il giusto riconoscimento ad un ragazzo cresciuto mostruosamente durante l'ultimo anno, il passo più bello per cancellare lo smacco del mondiale under 20 saltato a piè pari per infortunio.

Intanto Rastelli incassa la fiducia delle camere e va avanti, per quanto ancora non si sa. Il prossimo scoglio è il Genoa dopo la sosta, match in cui il Cagliari deve vincere o vincere. La panchina trema, i sardi non possono permettersi di giocare col fuoco. Care idee, se ci siete battete un colpo.

Luca Neri

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