17/03/2016, 06:58 | Di Alexandra Atzori | Categoria: Interviste

Bisoli: "Tornare a Cagliari è stata una grande emozione. Che accoglienza!"

Il tecnico del Perugia, ex rossoblù, ai microfoni di Tuttomercatoweb

Lunedì scorso Pierpaolo Bisoli è tornato al Sant’Elia alla guida del suo Perugia.

L’ex rossoblù ha vestito la maglia del Cagliari dal 1991 al 1997 come giocatore ed è tornato nel 2010 come allenatore: la sua esperienza sulla panchina rossoblù, però, è durata solo cinque mesi.

Il tecnico ha parlato del suo ritorno nello stadio che lo ha visto protagonista per tanti anni in esclusiva per Tuttomercatoweb.

Ecco le sue parole:

"Sono stato molto contento per l'accoglienza che mi hanno riservato i tifosi, è stata un'emozione perché era la prima volta che ci tornavo da allenatore e fa sempre piacere lasciare un buon ricordo.

È stata una bella emozione, però dopo due minuti ho dovuto pensare alla mia squadra, perché per poi era una partita molto importante contro la più forte del campionato e fondamentale per dare continuità alle due vittorie, con l'obiettivo di allontanarci da quella che io chiamo zona rossa della classifica".

Con il Novara siete gli unici ad aver battuto il Cagliari in casa. C'è un segreto?

"Spesso si dice che contro la più forte bisogna difendersi e ripartire, invece penso che noi siamo andati a Cagliari per giocarci la partita, preparando la prestazione con passaggi rasoterra per poi cercare la profondità. E siamo riusciti a farlo molto bene: al di là dei due gol segnati, abbiamo avuto altre tre occasioni limpide per fare gol, penso che questo dia un'idea di che tipo di partita è stata".

Dall'esterno, come si spiega questo momento di flessione da parte del Cagliari?

"Io penso che in Serie B non ci sia stata una squadra senza un minimo crisi: basti pensare al Pescara o alla Juventus, che qualche anno fa ha visto quanto è difficile questo campionato: io l'ho vinto due volte, quindi qualcosa ne so e so cosa voglia dire andare a giocare su campi che si pensano facili ma poi riservano grandi difficoltà. Penso che si tratti di un periodo di flessione normale nell'ambito della stagione, da cui il Cagliari uscirà e arriverà primo perché sono convinto che abbia tuttora la squadra più completa del campionato".

Il Perugia invece vive un bel momento: tre vittorie consecutive, compreso il derby con la Ternana.

"Sì, è vero: c'è stato un momento in cui avevamo toccato il fondo e io per primo mi sono messo in discussione. Ho riflettuto e ho detto che se ero il problema sarei andato via per il bene del Perugia; poi il Presidente non ha accettato le mie dimissioni, i giocatori hanno detto che non ero io il problema e siamo andati per ripartire, cosa che adesso ci sta riuscendo. Qui ho davvero un gruppo di ragazzi spettacolare. Per questo voglio dare una soddisfazione a tutto l'ambiente, anche se penso che già adesso ne abbiamo ottenute tante: abbiamo lanciato tanti giovani, abbiamo vinto entrambi i derby, abbiamo battuto Cagliari e Crotone nelle rispettive trasferte".

Si spiega con i tanti infortuni la tendenza della squadra ad andare avanti con alti e bassi?

"Penso di sì: esclusa la parte finale del girone di andata, quando abbiamo vinto otto partite su dieci che non mi sembra male, non abbiamo mai vissuto al di fuori dell'emergenza. E anche a questo proposito vorrei fare un chiarimento: penso che abbiamo una preparazione atletica ottima e si è visto lunedì, quando abbiamo corso più di una squadra come il Cagliari. Nel nostro caso sono tantissimi gli infortuni dovuti a fratture, malattie, influenze varie: gli infortuni muscolari sono stati appena dodici".

I playoff distano comunque cinque punti, resta questo l'obiettivo del Perugia?

"Io penso che se vincessimo sabato raggiungeremmo sostanzialmente il primo obiettivo che è la salvezza, poi rimarrebbero altre dieci partite e magari meno di cinque punti, perché in questo turno vi saranno molti scontri diretti, ragion per cui dovremo essere bravi e vedere dove riusciamo ad arrivare".

Da questo punto di vista, è più semplice preparare una partita contro il Cagliari o contro la Salernitana?

"A livello di motivazioni è sicuramente più complicato preparare la sfida alla Salernitana, con il Cagliari si prepara da sé mentre ora devo essere bravo a creare grandi stimoli visto il bel momento che stiamo vivendo ".

Avete la terza miglior difesa del campionato ma in attacco arrivano pochi gol, è questo il punto debole del Perugia?

"Beh, sotto questo profilo abbiamo un po' sofferto, è innegabile, però nelle ultime partite sta andando meglio. È sempre lo stesso discorso: a meno che una squadra non abbia un cannoniere che da solo fa 20 o più gol, cambiando spesso i partner d'attacco non arriva l'alchimia e noi siamo stati costretti a cambiare molto spesso. Ora ho trovato un centrocampista che fa gol come Prcic che prima non avevo, magari manca qualche gol dalla difesa e qualche altro non è arrivato con per qualche traversa di troppo ".

Chiudiamo con una domanda sul campionato: si aspettava una stagione del genere dal Crotone? E da altre sorprese come Novara e Brescia?

"Iniziamo col dire che per me il Novara non è una sorpresa. Detto questo, il Crotone merita quello che sta facendo: è il bello del calcio. Il Crotone gioca un bel calcio e merita la vetta della classifica, sono contento per loro e per il calcio, è bello che vinca chi non è il favorito della vigilia. Per quanto riguarda le altre squadre citate, il Novara per me ha grande potenziale: per me i migliori organici del campionato sono quelli di Cagliari, Spezia, Bari, Novara appunto, Cesena e Pescara. Si tratta di squadre che hanno speso parecchio e costruito progetti molto interessanti".
 

Alexandra Atzori

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