11/08/2018, 10:09 | Di La Redazione | Categoria: Interviste

Cossu: "Io figlio della Cagliari che si arrangia, ho dato tutto per questa maglia"

"Come indossare una corazza, Juve e Napoli? Non so chi sia peggio"

Andrea Cossu
Andrea Cossu

"Credo sia il momento giusto per smettere", così Andrea Cossu ai microfoni de L'Unione Sarda

La grande emozione in occasione della gara contro l'Atletico Madrid

"È stata una serata speciale. Ringrazio chi c'era e chi purtroppo non è potuto venire. Mi sono passati tanti di quei pensieri per la testa che facevo fatica a metterli in ordine. Ho rivissuto tutta la mia carriera, la mia storia. Il Cagliari è stato e continuerà ad essere tutto per me".

Cagliari, solamente il Cagliari

"Mi piaceva spingere la squadra e seguirla persino in trasferta. Mi è capitato di farlo anche quando sono diventato un calciatore professionista. Il sabato in campo col Verona e la domenica in chissà quale stadio d'Italia con la sciarpa rossoblù sul collo a tifare l'unica squadra nel mio cuore. In fondo, giocavo per vincere e indossare un giorno la maglia del Cagliari. Era il mio chiodo fisso, sin da quando ho dato i primi calci a un pallone nella Sirio e negli anni trascorsi alla Johannes. Alla fine ce l'ho fatta".

Un sogno realizzato

"Che io, Andrea Cossu, figlio della Cagliari che si arrangia, quel sogno l'ho realizzato davvero e che erano tutti lì con me per celebrarlo. I ragazzi della Nord, il popolo rossoblù, la mia famiglia e, soprattutto, il Cagliari".

Prossima tappa

"Inizierò un nuovo percorso, sempre nel Cagliari, come tecnico nel settore giovanile e nell'area scouting. Cammin facendo poi capirò cosa è più adatto a me e cosa voglio davvero".

Il momento più brutto della carriera, la retrocessione

"È stato forse il momento più brutto della mia carriera. Mi ha segnato. Non ci dormivo la notte. Avevamo deluso tutti e per questo non mi davo pace".

Il più bello

"A Torino contro la Juventus, quando sono tornato la seconda volta. Nell'intervallo stavo palleggiando da solo come facevo spesso dentro lo spogliatoio, il team manager Marcello Sanfelice si avvicina e mi dice: “Scaldati in fretta che devi entrare”. Io?, pensai. Mi girai ma dietro non c'era nessuno. Da quel giorno non sono più uscito ed è iniziata la mia favola".

Chi è peggio, Juve o Napoli?

"Bella sfida. Forse oggi come oggi è in leggero vantaggio la Juventus. Ma siamo lì".

La maglia del Cagliari

"La responsabilità è forte ma il senso di appartenenza lo è molto di più. Quando mettevo la maglia del Cagliari era come se avessi un'armatura. E scendevo in campo per difendere i valori della mia città".

Gli Sconvolts

"È stata la mia forza perché sapevo di avere dietro tutti loro. A molti questo non piaceva, ma io non lo rinnegherò mai. Sempre al nostro fianco, nel bene e nel male. Li ho visti passare notti in bianco, soffrire, fare mille rinunce e sacrifici, dividersi un panino in cinque. Tutto questo per il Cagliari".

La Redazione

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