10/09/2019, 09:21 | Di Antonello Cossu | Categoria: Approfondimenti

Attacco Cagliari, sosteniamoli!

Gli uomini del reparto avanzato rossoblù rimarranno gli stessi almeno fino a gennaio: contestarli pesantemente non fa in nessun modo il bene del Cagliari

Foto: Sky Sport
Foto: Sky Sport

Il calciomercato è finalmente chiuso, pronti o no ora si parte per davvero e tutto rimarrà invariabile almeno fino alla riapertura del mercato di riparazione a gennaio (svincolati a parte).

Il Cagliari, nonostante nelle ultime ore dell’ultimo giorno abbia cercato un ulteriore attaccante - possibilmente esperto - da poter buttare nella mischia in caso di necessità, alla fine non è riuscita a comprare nessuno ed ha perciò confermato Cerri e Ragatzu dietro il duo Joao Pedro-Simeone.

Ora, nel calcio, come nella vita, la fiducia è una componente fondamentale per la riuscita di qualsiasi cosa si faccia. Percepire di trovarsi all’interno di un ambiente completamente ostile non aiuta per niente la crescita di un giocatore, più in generale di un uomo. È il caso di Alberto Cerri più che di Daniele Ragatzu che tuttavia spesso non è esente dal ricevere pesanti (e non costruttive) critiche. Ma se tutto sommato è accettabile il trattamento riservato dai tifosi all’ex Olbia, lo è invece molto meno quello nei confronti del numero 9 rossoblù.

Il ragazzo classe 1996, è bene ricordarlo, è infatti vittima da anni di una specie di “gogna” social che lo ha portato ad essere il bersaglio numero uno della tifoseria sempre e comunque. È diventato il classico capro espiatorio della situazione, ormai non si accetta nemmeno più la sua semplice presenza in campo. Viene fischiato addirittura prima che inizi la partita, nella fase di riscaldamento e quando lo speaker annuncia il nomi della formazione. Come può un qualunque lavoratore rendere al meglio in queste condizioni?

Non sarà il più forte attaccante che abbia solcato i campi della Serie A ma è comunque un giocatore del Cagliari e va sostenuto fino a quando lo rimarrà. È inutile, anzi controproducente, demolire emotivamente un calciatore che in ogni caso dovrà essere parte attiva della rosa fino a nuovo ordine.Gli uomini sono quelli perciò si dovrebbe provare almeno ad incitarli, a stimolarli, a remare tutti dalla stessa parte per cercare di ottenere il più possibile dalle risorse a disposizione.

Non tanto per loro, i giocatori cambiano in continuazione, bisogna farlo per il Cagliari perchè invece la maglia resterà per sempre.

Antonello Cossu

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