22/05/2019, 07:00 | Di Marco Castoni | Categoria: Approfondimenti

Il fine giustifica i mezzi

L’inedito modulo ha consentito alla formazione rossoblù il raggiungimento del tanto agognato obiettivo

2018
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Disquisire su moduli o dinamiche che regolano la conformazione di una squadra di calcio è un esercizio stimolante e coinvolgente. Tuttavia non sempre i ragionamenti teorici vengono supportati dalla prova dei fatti e da ciò che i protagonisti producono nel rettangolo di gioco.

Il Cagliari ha nel proprio dna un modulo ben definito, ovvero quel 4-3-1-2 di vecchia data, sublimato in stagione da Castro e reso differente, ma efficace dalla grande crescita di Barella.

In occasione della trasferta di Genova, dopo tre sconfitte consecutive, Maran ha varato un assetto inedito. Un modulo compatto che ha fondato la propria solidità su una retroguardia a tre, che in caso di necessità è diventata a cinque grazie all’apporto degli esterni.

Un Bradaric positivo davanti alla difesa, protetto ai lati dal duo Ionita-Barella e due torri in avanti, hanno completato una veste poco spettacolare ma in fin dei conti efficace e in grado di consentire il raggiungimento di un valido risultato.

L’intervento sfortunato del regista croato ha precluso l’ottenimento della massima posta in palio, avvalorando tuttavia la tesi che sostiene come qualsiasi modulo possa essere a ragione perseguito, purché non snaturi eccessivamente le risorse a disposizione e possa godere di un convincimento e un atteggiamento forte da parte di chi viene chiamato in causa.

Maran dimostra inoltre come un tecnico debba poter contare su un ventaglio ampio di soluzioni, lasciando da parte integralismo e mancanza d’elasticità. Fattori tecnici importanti, che vanno a supportare la decisione presa dalla dirigenza rossoblù in merito ad una conferma forte del tecnico ex Chievo.

Il match casalingo con l’Udinese e il successivo rompete le righe, anticiperà un’estate calda, dove la rosa cagliaritana subirà più di una modifica al proprio interno. Qualsivoglia acquisizione o rinuncia verrà tuttavia compensata o impreziosita dalla capacità d’adattamento, sacrificio e la voglia di crescere anche e soprattutto ponderando nuove e intriganti soluzioni tattiche.

Marco Castoni

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