13/05/2019, 08:05 | Di Michelangelo Corrias | Categoria: Approfondimenti

Tutto ciò che non è andato

Rossoblù tra problemi tattici e di motivazione, a conferma di un periodo no

Come nel match dell’Olimpico di Roma, il Cagliari scende in campo con le pile scariche anche contro l’altra compagine capitolina, confermando il suo periodo no, visto che questa è la terza sconfitta di fila per i sardi (non succedeva dai primi di febbraio).

Con il Napoli si erano notati dei segnali incoraggianti, affossati però nuovamente dopo quest’ultima gara incolore, sebbene si sia perso di misura. Sono molti i deficit venuti alla luce in quest’ultimo momento della stagione, uno fra tutti una difesa che in tre partite ha concesso sette reti, un po’ troppo per una squadra che vuole puntare al decimo posto. Inoltre, contro giallorossi e biancocelesti è venuta a mancare la proverbiale cattiveria agonistica isolana, che viene fuori soprattutto quando si gioca tra le mura amiche della Sardegna Arena, ma stavolta l’equazione casa=dominio fisico si è rivelata errata.

Si confermano poi, i problemi relativi al centrocampo, che non è riuscito né a fare filtro né a spezzare il gioco, vuoi per le assenze o per la qualità avversaria, ma ciò non toglie che Cigarini & Co. hanno rivelato di essere abbastanza in affanno sul piano atletico e mentale. In attacco infine, segna solo Pavoletti, il che è una bella notizia da una parte, ma dall’altra bisognerebbe esaltare di più il collettivo, cosa che invece sta mancando. Troppa timidezza, poche idee e propositività per gli uomini di Maran, caratteristica insolita, ma divenuta costante di questi tempi. La sensazione è che stia svanendo la motivazione di metà campionato, quando i rossoblù facevano paura a chiunque, mentre ora l'ambiente si sta riposando.

Da qualche tempo dunque, il Cagliari è parso un po’ sfilacciato, magari sfibrato dalla stanchezza di un percorso tuto sommato positivo, con la salvezza virtuale conquistata da diverse giornate e l’obiettivo metà classifica ancora possibile. Chiudere la stagione bene però è importante, più che altro per non buttare all’aria tutto ciò che di buono si è compiuto finora.

Michelangelo Corrias

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