29/06/2018, 08:00 | Di Pietro Piga | Categoria: Approfondimenti

Colombatto, la serie A a “due corsie”

Non raggiunta con il Perugia, ora con il Cagliari

2016
2016

Il pallone ha rotolato da Ucacha a Buenos Aires, proseguendo per Cagliari, Pisa e Trapani, e fermandosi, per il momento, a Perugia. Dove, da agosto, l’ambizione e il desiderio della serie A di Santiago Colombatto è rimasto fulgido, come quando a otto anni, nel Jorge Newbery, captava i primi tac del cuoio sulla pelle delle scarpe. Quel rumore che l’ha perseguitato, dandogli il coraggio di chiudere il borsone, dare un abbraccio e un bacio ai familiari e trasferirsi, con dieci candeline sulla torta, prima al River Plate e poi, con diciotto, al rossoblù sardo. Di cui s’è «leggermente» denudato, ma che, tra un mese, vorrà indossare nel massimo campionato.

Il grifone argentino – Per Colombatto, all’anno I con il Perugia – che l’ha accolto, con la formula del prestito con diritto di riscatto e contro-riscatto in favore di Tommaso Giulini, dopo il precampionato a Pejo e ad Aritzo – e al III in serie B, l’abbrivio è stato quello che s’era augurato e di cui – forse – aveva scherzato, davanti a un giro di ronda di mate, con gli amici: «Ragazzi, immaginatevi se facessi gol subito...». Ed ecco che, la sera del 26 agosto, a Chiavari, l’astratto diviene concreto: la punta del piede sinistro s’incrina e, con la forza, permette alla sfera di scavalcare il portiere della Virtus Entella. Al gong, è 1-5 per gli umbri, le stesse cifre che compongono il numero sulla casacca del «piccolo Redondo», il quale ha segnato per la prima volta.

Il rimpianto giuliniano Nella stagione regolare, non ha eluso l’intervento di nessun altro guardiano dei pali, ma ha seminato assist (5), riuscendo a evitare che l’esperienza prendesse un crinale pericoloso, poiché sulla panchina dei Grifoni si sono succeduti, in 42 partite, Federico Giunti, Roberto Breda e Alessandro Nesta. Impavido, con gli occhi aperti e le orecchie all’insù, l’argentino ha agito alacremente da volante, e in poche occasioni da mezzala destra, nel 4-4-2, nel 4-3-3, nel 4-3-1-2 e nel 3-5-2, giocando in 34 incontri (28 dall’inizio); mentre il Cagliari – con cui ha un contratto fino al 2020 – cercava di sopravvivere alla penuria, sulla seconda linea, di Cigarini, di cui Colombatto sarebbe potuto essere un «replicante» consono.

La meta finale – L’ottava posizione in classifica ha permesso al Perugia di disputare i play-off, ma non di raggiungere la massima serie. Ora, c’è un’altra opportunità che bussa: accogliere e trattenere – proprio come fa con la sfera, adagiandola e facendola «riposare» sul mancino – la serie A è l’ambizione e il desiderio. Tutto passa dal terreno di gioco, che presenta due corsie: da una parte, il Perugia che ormai è il passato; dall’altra, il Cagliari. Percorrendole entrambe, e senza passaggi a vuoto, Colombatto potrà captare i tac del cuoio sulla pelle delle scarpe più «prestigiosi», quelli che aspetta dai primi al Jorge Newbery.

Pietro Piga

Leggi anche

Articoli consigliati:

Ti potrebbe interessare anche

Articoli correlati:

"Si impenna in rovesciata Riva ed è rete!"

Verticali

annunci
stilefashion
viverecongusto
terraecuore
portaleletterario
cronacastorica
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK