17/05/2018, 08:07 | Di Luca Neri | Categoria: Approfondimenti

Presenteremo il conto al cardiologo

Il destino di Farias, con i suoi errori clamorosi sotto porta

2015
2015

È stata senza alcun dubbio la gara più sofferta dell’anno. Una gara portata a casa con le lame e con i denti, arrivando al traguardo strisciando e sputando sangue, ma arrivando. L’1-0 non permetteva di rilassarsi mezzo secondo perché si sa, il calcio è strano, il calcio varia e non ammette timide incertezze. Punisce. Punisce errori e disattenzioni, imprecisioni e leziosismi, e troppo spesso vale la famosa legge del gol sbagliato da una parte a cui ne sussegue uno fatto dall’altra.

E se il match con la Fiorentina è stato vinto, una buona fetta di merito va data allo stesso giocatore che ha contribuito a tenerlo vivo per 90’, Diego Farias. Col funambolo brasiliano il Cagliari ha trovato nuova verve, recuperando la linfa che sembrava smarrita. Purtroppo però i sardi hanno dovuto anche fare i conti con la ormai proverbiale non lucidità sotto porta del 17 di Sorocaba.

Diego si è divorato l’impossibile, trasformando una sfida archiviabile in un autentico attentato alle coronarie dei tifosi sardi, la cui pressione arteriosa aumentava ad ogni errore a tu per tu col portiere di Farias. In mezzo a diverse belle giocate e svariati inserimenti da grande attaccante, Diego ha per l’ennesima volta palesato il suo più grande limite: il non essere un bomber, non avere quel killer instinct che lo renderebbe un giocatore di primissima fascia. Purtroppo nessuno è perfetto, e i tifosi del Cagliari quasi si stanno abituando all’idea che se il verdeoro è nato quadro non potrà morire tondo. Prendere o lasciare, il brasiliano è sempre stato così.

E se è vero che i sardi giocano bene solo con lui in campo, è altrettanto vero che, caro Diego, presenteremo il conto al cardiologo.

Luca Neri

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