12/01/2018, 08:25 | Di Luca Neri | Categoria: Approfondimenti

Castan, il colosso

Ecco Castan, il nuovo acquisto del Cagliari versione 2018

Botti di inizio anno con l'orologio indietro. Il Cagliari si porta a casa Leandro Castan da Silva, che andrà ad occupare in rosa la casella lasciata libera da Capuano. Il brasiliano arriva con la formula del prestito secco.

Centrale imponente, trentunenne, Castan è arrivato in Italia nel 2012, quando la Roma lo preleva dal Corinthians fresco vincitore della Coppa Libertadores, conquistata battendo in finale il Boca.

Erano i giallorossi di Zeman e, nonostante una difesa a tratti ballerina, l'impatto del verdeoro con il campionato italiano è ottimo, tanto che il centrale riceve la sua prima convocazione in nazionale. Si confermerà anche nella stagione successiva, disputata sempre da titolare, per poi sparire nel nulla al terzo atto: il mistero inizia ad aleggiare attorno alla natura dell'infortunio che lo tiene lontano dai campi, le voci si rincorrono, c'è chi parla di un reiterato problema muscolare, c'è chi dice si tratti di otite e labirintite. In realtà la causa dell'assenza del gigante brasiliano è ben più grave del previsto: gli viene riscontrato un cavernoma, che lo costringerà ad un intervento chirurgico ed un lungo stop, che di fatto lo terrà lontano dai campi per un intera stagione.

Al suo ritorno, nella stagione 2015-16 molte cose sono cambiate: la Roma ha conosciuto nuovi equilibri, puntando sull'affiatata coppia Manolas-Rudiger. Castan non riesce a scalzarli, e risulta ai margini del progetto. Dopo un'annata da panchinaro vola in prestito alla Samp, ma solo per finta: dopo un mese fa le valigie e vola a Torino, sponda granata, dove tornerà ai livelli di un tempo, prima di essere bloccato da diversi infortuni.
Quest'anno ha trovato poco spazio, e ancora una volta il sudamericano è costretto a fare le valigie per cercare spazio.

Porta in dote qualche trofeo, tanta esperienza e tanti muscoli: forte fisicamente, eccellente nel gioco aereo, Castan è dotato di un gran senso nell'anticipo, com'è nel DNA dei centrali brasiliani, ma anche di una buona velocità. Non è male nemmeno coi piedi, ama disimpegnarsi da regista arretrato e, se torna ai fasti brasiliani, di Roma e in parte Torino, il Cagliari rischia di aver tirato fuori dal cilindro un gran colpo.
È alto 184 cm ed è un mancino naturale.

Luca Neri

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