19/05/2017, 08:11 | Di Marco Castoni | Categoria: Approfondimenti

Isla-Padoin, due destini diversi

Entrambi ex Juve, hanno avuto un rendimento diametralmente opposto nell’anno d’esordio in maglia rossoblù

Isla e Padoin hanno rappresentato due pedine fondamentali nello scacchiere a disposizione di Rastelli nel corso di questo campionato. Insieme a Borriello, Bruno Alves e Ionita sono arrivati nel mercato estivo al fine di puntellare una rosa capace di vincere senza grossi patemi il campionato cadetto.

Due innesti importanti, dato il loro passato comune con la maglia juventina, che grazie alla propria duttilità e spirito di sacrificio avrebbero dovuto garantire fisicità e corsa al reparto mediano e quando necessario alla fascia destra della retroguardia.

Il cileno è stato utilizzato come terzino destro, ruolo dove si è alternato con Pisacane, come tornante di centrocampo quando Rastelli ha utilizzato un modulo che prevedeva la difesa a tre ed infine anche come mezz’ala nei tre in mezzo al campo. Un rendimento che dopo un avvio complicato è andato crescendo, innalzandosi con costanza attorno alla sufficienza nella seconda metà della stagione.

Padoin invece ha fatto registrare un preoccupante calo nella qualità delle proprie prestazioni, dimostrando nelle due partite in cui è stato utilizzato nel ruolo di terzino, come quella non fosse la collocazione migliore per le proprie qualità. L’esplosione definitiva di Barella e il ritorno dall’infortunio di Ionita, hanno infine relegato il “talismano” al ruolo di panchinaro di lusso, in attesa di nuove occasioni.

Isla e Padoin rappresentano senza dubbio due risorse importanti a disposizione del tecnico rossoblù in virtù di doti indubbie, che dovranno necessariamente essere coltivate con maggiore regolarità al fine di portare i due interpreti allo status di assolute certezze.

La prossima sessione estiva di mercato si preannuncia non altrettanto ricca come quella dello scorso anno, riuscire ad ottenere un apporto maggiore da coloro che già vestono la maglia rossoblù diventa un obbligo, qualora l’asticella degli obiettivi dirigenziali continuerà ad essere innalzata.

 

Marco Castoni

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